Skin ADV
Lunedì 25 Maggio 2020
Utente: Password: [REGISTRATI] [RICORDAMI]


 

 
 
LANDSCAPE


MAGAZINE





30 Marzo 2015, 06.57

Racconti del lunedì

Sei eliminata!

di Ezio Gamberini
Venerdì sera di metà marzo, terminata la giornata e settimana lavorativa, rientriamo a casa e affrontiamo l’ultima curva che conduce al nostro villaggio

Che succede? Per la prima volta in questa stagione la via è popolata da una moltitudine di ragazzini e genitori che, a gruppetti, chi giocando a palla e chi impegnato in altri svaghi, si sta godendo questo tramonto ancora piuttosto rigido, ma dal sapore già primaverile, con l’ambiente allietato da tre o quattro giorni filati di solettino incantevole.

Rallento la velocità e vado ai tre l’ora, com’è consigliabile in questi casi, e giunti davanti al nostro cancello, che dovrò aprire per depositare l’autovettura in garage, Grazia scende per vigilare sui piccoli.
Proprio lì accanto, due bimbe stanno disputando una partita a “palla avvelenata”, e la piccola C., sei anni di simpatia che sta giocando con l’amica I., estroversa e burlona, “molto” più anziana di uno o due anni, colpisce Grazia con la palla e le dice: “Sei eliminata!”, per poi mettersi a sghignazzare a crepapelle…

Che ridere. Questo villaggio è proprio benedetto dal cielo, e la prova è data dal fatto che gli ultimi arrivati, i due gemellini che ormai hanno compiuto due anni, e la piccola G., che non arriva ai cinque, aspettano un fratellino/sorellina (anche se quest’ultima, nell’apprendere la notizia, ha confidato ai genitori che, comunque, “andava bene anche un cagnolino…”); altre due nuove comparse, che vanno ad aggiungersi alla trentina di figlioli che già popolano la mia via don Belli, e che teoricamente occuperanno il posto dei nostri due figlioli, i maggiori, che da due e tre anni sono andati a vivere da soli.

Quest’abbondanza (o sovrabbondanza, se paragonata all’ordinaria natalità di oggi), mi fa tornare alla mia infanzia e al condominio in cui sono nato ed ho vissuto fino a quando Grazia ed io ci siamo sposati.

I miei vi entrarono nel 1959, quando le “Villette” erano nuove di zecca.
Nonostante il soprannome col quale sono state sempre ricordate, si trattava di un condominio suddiviso in due “scale da otto appartamenti ciascuna, distribuiti su quattro piani.
Io nacqui l’anno successivo e adesso voglio proprio divertirmi a ricordare quanti figli eravamo: facendo due conti, sono certo che mi e vi stupirò per il numero esorbitante!

Il caseggiato era di quattro piani, e noi ragazzi non usavamo troppi sofismi nel considerare il primo come “piano terra”, perciò io abitavo al primo piano, e l’ultimo era indubitabilmente il quarto, e non il terzo, come sarebbe valutato oggigiorno da chiunque.

Noi eravamo in cinque figli, io buon ultimo, con mamma e papà (e metto in memoria sette), sopra di noi abitavano gli A., che di figli ne avevano sette (sommiamo altri nove), al terzo piano i C. ne avevano soltanto una (i figli unici allora erano piuttosto rari), mentre al quarto, i figli dei C. erano tre, mediamente parecchio più anziani di noi; sull’altro lato della scala, e ora elencherò soltanto il numero dei figli, al primo piano i V. erano due, un B. al secondo, due N. al terzo e due Z. al quarto.

Nell’altra scala, partendo dal lato interno, al primo piano c’erano due T., tre P. al secondo, tre A. al terzo, tre S. al quarto, mentre sull’altro lato c’erano due signore anziane, sole e senza figli, al primo e al terzo, mentre al secondo due G. e al quarto una B.
Questa è la “formazione tipo” del condominio tra la metà e la fine degli anni sessanta: in totale trentasette figli e trenta adulti!

Se consideriamo l’odierna densità abitativa dell’Italia, che è pari a circa duecentocinque abitanti per chilometro quadrato (circa sessantadue milioni di abitanti su trecentouno mila kmq), operando una trasposizione dei dati che ho fornito (sessantasette abitanti in un condominio di quattro piani lungo circa quaranta metri e largo dieci), si otterrebbe una densità “aberrante” di circa centosessantasettemilacinquecento individui per chilometro quadrato!

Ma io, che sono una persona posata e non voglio esagerare dicendo ferloccate, ho l'intenzione di considerare anche la superficie del fabbricato comprendente il cortile che lo circonda (circa milleottocento metri quadrati in totale), e scendiamo così a una densità di trentasettemiladuecento; sulla base di questo secondo dato, l’Italia conterebbe qualcosa come undici miliardi di abitanti, rispetto ai cinquanta miliardi del primo caso…

Vi lascio immaginare cosa poteva succedere nelle belle giornate, quando la sera ci si ritrovava nel cortile.
Pur con età diverse (ma circa una trentina erano nati nell’arco di dieci anni), ci si divertiva fino a quando non faceva buio, e c’era solo l’imbarazzo della scelta: potevamo giocare a palla, oppure svagarci in interminabili partite a nascondino, o a ciancol, cavai, mago, figurine, biglie, costruire fionde o elastici con le camere d’aria delle biciclette, catturare maggiolini o lucertole, oppure ci si prendeva sottobraccio e si urlava “Chi zöga a guere?”, mentre le ragazze preferivano palla avvelenata o cipana, strega comanda color, rialzo, oppure, promiscuamente, dame e cavalieri con le penitenze dire-fare-baciare-lettera-testamento

Di certo non eravamo stressati, e l’adrenalina scorreva a fiumi.

Brutto segno quando si anela al passato, come mi capita di fare sempre più spesso?
Niente affatto, anzi, al contrario, quando nel mio villaggio scorgo assembramenti di bimbi e ragazzini scatenati che si divertono follemente, non mi rattristo pensando al fatto che per me tutto questo è ormai passato, ma gioisco e sono felice, perché mi sembra di rinascere, ogni volta, come se fosse una nuova Pasqua.



Invia a un amico Visualizza per la stampa




Aggiungi commento:

Titolo o firma:

Commento: (*) ()





Vedi anche
10/12/2013 09:30:00
Cento E con questo fanno cento! Cento racconti, da lunedì 23 maggio 2011 a oggi, pubblicati sul sito nella rubrica "I racconti del lunedì"

03/03/2014 08:30:00
La scopa leopardata Gilda era una bidella volenterosa e tenace, infaticabile nel suo lavoro, ma un po’ “strana”, diciamo così...

08/06/2015 06:46:00
Mai sgurlì ‘na pianta de s’ciafù Un paio di mesi fa abbiamo riesumato le antiche tabelle per iniziare a correre che utilizzai alla fine dello scorso millennio...

02/06/2014 08:00:00
Una «i» di cinquanta metri Quanta pioggia in questo maggio. Non c’è tregua: ogni giorno, uno spruzzo il mattino e/o un temporale nel pomeriggio non mancano mai!

23/02/2015 06:45:00
E alura si dei brocc La seconda domenica di febbraio Grazia ed io abbiamo pranzato alle undici e trenta per essere presto al palazzetto dello sport di Pavone Mella



Notizie da I racconti del lunedi
22/06/2015

Ortensie blu

Pensavo fosse una battuta, invece Grazia riesce sempre a stupirmi. In giardino abbiamo una pianta di ortensie, il cui colore oscilla tra il bianco e il rosa...

08/06/2015

Mai sgurlì 'na pianta de s'ciafù

Un paio di mesi fa abbiamo riesumato le antiche tabelle per iniziare a correre che utilizzai alla fine dello scorso millennio...

25/05/2015

Una storia che non può funzionare

Cecco ritornò a casa dopo sei mesi. Voleva cambiare una lampadina, in sala, così prese la scala e vi salì fino all’ultimo gradino...

20/04/2015

La botta

Alle sette e mezza mattutine, in una gradevole giornata di primavera ormai inoltrata, giacca e camicia per intenderci, basta maglioni, cappotti e giacconi, dopo aver estratto l’autovettura dal garage, attendo Grazia davanti alla cancellata...

06/04/2015

Il perdono

Arturo Pani conduceva con i genitori un piccolo bar, proprio a ridosso della grande fabbrica che dava lavoro a centinaia di persone...

16/03/2015

La bicicletta

Chiara, la nostra ultimogenita, da gennaio si trova in Olanda per il progetto Erasmus, dopo essersi laureata nel luglio scorso in Psicologia, e fino a giugno frequenterà la specialistica all’università di Groningen

23/02/2015

E alura si dei brocc

La seconda domenica di febbraio Grazia ed io abbiamo pranzato alle undici e trenta per essere presto al palazzetto dello sport di Pavone Mella

09/02/2015

Il segreto per vivere a lungo

Da qualche tempo, ormai, i patti sono stati definiti con chiarezza. Quella volta gli dissi: “Fino a quando avrò dei debiti, non puoi permettere che io me ne vada”. Non mi rispose. Chi tace acconsente, per cui secondo me l’accordo è valido.

26/01/2015

Se questo è un uomo

Dal 1996 al 2010 ho compiuto per lavoro numerosissimi viaggi all’estero. L’avvenimento curioso e singolare che voglio narrare oggi è avvenuto la sera del 16 marzo 1998 nella sala d’ingresso dell’Hotel Bucuresti, a Bucarest

12/01/2015

Una moria di cucchiaini

Apro il primo cassetto, in cucina, quello che contiene posate e ammennicoli vari, e resto proprio sbalordito: lo scompartimento riservato ai cucchiaini è desolatamente vuoto, non era mai successo!

  • Valtrompia
  • Bovegno
  • Bovezzo
  • Brione
  • Caino
  • Collio
  • Concesio
  • Gardone VT
  • Irma
  • Lodrino
  • Lumezzane
  • Marcheno
  • Marmentino
  • Nave
  • Pezzaze
  • Polaveno
  • Sarezzo
  • Tavernole
  • Villa Carcina
  • -

  • Dossier