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10 Dicembre 2013, 09.30

I racconti... del luned

Cento

di Ezio Gamberini
E con questo fanno cento! Cento racconti, da luned 23 maggio 2011 a oggi, pubblicati sul sito nella rubrica "I racconti del luned"
 
Oddio, non proprio sempre il lunedì; in alcuni casi sono diventati del “mercoledì”, in altri del “venerdì”, ma queste sono sottigliezze che non alterano il risultato finale.
 
Agli affezionati lettori di VallesabbiaNews e poi anche di ValtrompiaNews è bene svelare qualche retroscena; il direttore, allora, mi ha tampinato parecchio tempo prima di raggiungere il suo scopo: “Caro Gamberini, scriva qualcosa, ho proprio bisogno di un lavoro fatto così e così, con queste caratteristiche – e cominciava a esporre le sue idee sull’argomento - … e poi vedrà che saprò ricompensarla a dovere”.

Forse esagerai con le richieste, ma il direttore non fece una piega, con molta signorilità, e accettò immediatamente la mia proposta, pertanto ebbe inizio l’avventura che prosegue tuttora.
Dopo sei  o sette settimane, visto il gradimento dell’iniziativa, gettai sul piatto un carico da novanta: “Caro direttore – gli comunicai – visto l’entusiastico apprezzamento della rubrica, se vuole il prossimo racconto, esigo un compenso doppio rispetto a quello percepito fino ad ora”.
 
Quel “filone” di un direttore non mi rispose subito, anzi, mi lasciò “macerare” alcuni giorni ma domenica sera mi confermò con una mail l’accoglimento delle mie richieste, perciò lunedì mattina il racconto fu pubblicato in extremis.
Passarono altre sette o otto settimane, e proseguendo l’incessante incremento di lettori, chiesi un altro aumento del venti per cento sull’ultimo compenso pattuito.
 
Questa volta l’intimorito direttore mi rispose alla svelta: “Considerato il successo dell’iniziativa, non posso che approvare, caro Gamberini, le sue disposizioni…”.
In altre occasioni, invece, il cocciuto responsabile del sito si è rifiutato di accogliere le mie rivendicazioni.
 
Come quest’estate, per esempio, quando per oltre due mesi i miei racconti non sono più comparsi, come di consueto, il lunedì; vi ha fatto credere, il furbacchione, che ero troppo impegnato nella preparazione dello spettacolo “Canzoni e Parole”, che ho proposto il cinque settembre al teatro tenda dell’oratorio di Vobarno con l’amico Roberto Maggi.
 
Frottole!
 
In realtà ai primi di giugno gli avevo reclamato l’ennesimo aumento del dieci per cento rispetto all’ultimo compenso, e questa volta non volle sentire ragioni.
Tuttavia all’inizio di settembre dovette cedere, subissato da migl… centin… decin…, ehmmm… unità e unità di lettere di protesta… due insomma (di amici che credevo tali e invece sono dei cani perché hanno preteso dieci euro cadauno per il servizio), che chiedevano a gran voce il ritorno della rubrica del lunedì, e così ricevetti una mail di scuse: “Faccio ammenda, caro Gamberini, e le riconosco non il dieci, ma il venti per cento di aumento sul suo ultimo onorario; ma, la scongiuro, mi mandi i suoi racconti!”.
 
Io certe volte non lo capisco, questo personaggio; sul sito qualche tempo fa ho letto il commento di un suo lettore che lo apostrofava  così: “Lei, caro direttore, non ha tutte le fascine al suo posto!”.
In primo luogo i suoi lettori sono un po’ illetterati, perché, in realtà, avrebbero dovuto scrivere: “Lei, caro direttore, non ha tutte le fascine al loro posto!”.
 
Per evitare simili seccature le offro, gentile direttore, un semplice suggerimento: quando va per legna, accatasti le fascine in bell’ordine: sotto le più grandi, a seguire le più piccole, in modo da formare una piramide gradevolmente proporzionata e impeccabilmente conformata; più nessuno potrà accusarla di non avere le “fascine a posto”!

E già che ci siamo, se lunedì 23 dicembre vorrà pubblicare “Argo, il bambino nero”, un racconto che ho perfettamente incastonato nel cervello, ma di cui non ho ancora buttato uno straccio di riga sulla carta (o meglio, non ho ancora occupato alcuno spazio sul disco rigido del mio note book), si prepari a concedermi un altro aumento del cinquanta per cento su ciò che è stato convenuto fino ad ora.
 
E non gigioneggi, perché ormai so di averla in pugno e, soprattutto, lo sanno anche i lettori, i quali hanno sempre ragione!
 
Ezio Gamberini
 
 
 
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