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12 Dicembre 2011, 10.00

Linguaggio

Parole più semplici, umore più leggero


Esprimersi con troppe esagerazioni e iperboli può innescare atteggiamenti superficiali e creare disagi; ci salva un linguaggio diretto e naturale
 
Le parole eccessive ci danneggiano
Un detto popolare recita: l’uomo che parla troppo, non dice niente. Ma “parlar troppo” non vuol dire solo parlare tanto, ma soprattutto parlare male, Il nostro linguaggio quotidiano è infarcito in maniera crescente di superlativi, iperboli, esagerazioni.
Questo modo di parlare può creare inaspettati effetti a livello psicologico: se una persona si sente triste ma dice “sono depressissima”, oppure se è stanca e per comunicarlo dice “sono devastata”, si creano due effetti negativi. Il primo è uno scollamento tra il proprio stato reale e quello manifestato all’esterno, che tende a una drammatizzazione; il secondo – ancora più pericoloso – è che la drammatizzazione peggiora a sua volta lo stato reale di chi la esprime. In pratica, se uno comunica di essere “devastato”, la sua transitoria stanchezza rischierà di trasformarsi in un ulteriore decremento delle energie, per superare il quale servirà uno sforzo molto maggiore. Anche perché queste espressioni estreme hanno un effetto scoraggiante sulla psiche, la trascinano, in un’atmosfera di precarietà, di umor nero, di vicolo cieco, di inadeguatezza…
 
La misura del linguaggio
La soluzione è a portata di mano: si tratta di rimettere a posto il proprio linguaggio, scegliendo le parole giuste per ogni specifico stato interiore e non quelle che lo amplificano fino a farlo diventare qualcosa di diverso (e peggiore…).
Bisogna ritrovare il senso della misura, rinunciando alla “spettacolarizzazione” delle proprie emozioni, rifiutando questo “narcisismo al contrario”. Perché far coincidere le parole con la realtà significa far coincidere noi…con noi stessi! 
La sensazione che ne deriva è quella di essere più stabili e sicuri di sé. 
La guida pratica: impara l’arte delle pause e usa parole più mirate
 
Scegliere le parole
I media tendono a massificare il linguaggio secondo frasi stereotipate e amplificano ogni emozione, positiva e negativa.
Nel quotidiano, proviamo a scegliere con maggior cura le parole da usare, facendo tutto il possibile per farle coincidere con il nostro stato interiore.
Un trucco: facciamo una pausa prima di esprimerci, così da selezionare meglio i termini più adeguati.
 
Ampliare il vocabolario
Avere più parole ed espressioni “a portata di mente” amplia il vocabolario delle emozioni.
L’ideale è leggere di più libri di buona qualità letteraria; guardare (anche) film che indagano l’anima e privilegiano l’introspezione; ascoltare alla radio (anche) programmi di approfondimento culturale e di attualità.
Una maggiore ricchezza linguistica ci aiuterà a far coincidere ciò che esprimiamo con ciò che siamo.
 
fonte: riza.it
 
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