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03 Dicembre 2018, 05.43

Racconti del lunedì

Il pimpinello

di Ezio Gamberini
Avrei voluto intitolare questo racconto “Il pistolino”, e ora vi spiego il perché, ma il direttore non me l’avrebbe permesso…

Non mi avrebbe dato il benestare, perché lui è e deve essere sempre morigerato e “politically correct”, mentre io oggi voglio comportarmi esattamente all’opposto: permettetemi, se non “semel in anno…”, almeno “semel in saeculo…”, cioè in quest’occasione, “…licet insanire”; perlomeno uno ogni duecento racconti lasciate che scriva in modo volutamente indisciplinato e irriguardoso.

E’ possibile osservare qui a lato le fotografie di Ronaldo che mostra a tutti gli addominali, dopo uno splendido gol in Champions League contro il Manchester United, e l’allenatore dei Red Devils, Mourinho, il quale, alla fine della partita vinta dalla sua squadra si porta una mano all’orecchio, per meglio udire gli insulti che per novanta minuti alcuni “sportivissimi” tifosi juventini gli hanno riservato.

“Odeon
- si diceva una volta - tutto quanto fa spettacolo!”.

Soffermiamoci ancora per un istante sul mondo del calcio. George Best, il mitico centravanti del Manchester United, nella sua lunga carriera ha guadagnato milioni di sterline. Peccato avesse alcuni vizietti, che l’hanno reso celeberrimo.
Tra le sue frasi più famose, ne cito due:

“Ho speso gran parte dei miei soldi per donne, alcool e automobili. Il resto l’ho sperperato”.

Ma poi ebbe anche il coraggio di ravvedersi:

“Nel 1969 ho dato un taglio a donne e alcool: sono stati i venti minuti peggiori della mia vita”.

Quando ero più giovane, ricordo un personaggio che, citando la prima frase dell’estroso calciatore, lo criticava pesantemente:

“Che deficiente! Ma si può gettare via una fortuna in questo modo? Povero stupido!”.

Il bello è che il personaggio in questione, notoriamente dedito al gioco d’azzardo, e conosciuto da tutti per aver gettato sul lastrico la propria famiglia, oltre ad aver sperperato un patrimonio dopo avere incrementato sensibilmente il fatturato prodotto dal mestiere più antico del mondo, era l’ultimo che avrebbe dovuto parlare.

Però, almeno, ci metteva la faccia
, cioè chiunque poteva “pesarlo”, o zittirlo in quattro e quattr’otto e, come diceva Umberto Eco, metterlo in un angolo, a differenza di certi “personaggi” di oggi (e veri criminali quando sulla rete, subdolamente, inducono individui fragili a compiere azioni estreme, addirittura fino al suicidio), esseri spregevoli indaffarati a imperversare sui social nascosti dall’anonimato, che utilizzano spesso astrusi pseudonimi e pontificano e giudicano imperterriti, talvolta con sottili enigmaticità, misteriosi ermetismi, supposte eccellenze, quando invece il marcio è dentro di loro. 

La storia, evidentemente, non insegna proprio nulla.


Le leggi razziali del 1938 non sono sortite dal nulla o promulgate all’improvviso; sono state precedute da anni di piccoli segnali, ammiccamenti, pareri, accorgimenti, e poi direttive, norme, regole, disposizioni, provvedimenti, insomma, proprio come il clima che si va instaurando oggi nei confronti di tutto ciò che potenzialmente può creare disturbo.

E’ mai possibile che da quando l’uomo ha raggiunto una condizione che si può definire “civile”, abbia talvolta sopportato, o addirittura favorito, in alcune circostanze con veri e propri plebisciti, l’avvento e l’ascesa di leader che hanno condotto l’umanità sull’orlo del baratro?

E’ possibile che sei milioni di ebrei siano stati uccisi per la pazzia di Hitler?
Sì!

E’ possibile che decine di milioni di persone siano state eliminate o incarcerate per decisione di Stalin?
Sì!

E’ possibile che oggi, in ogni parte del mondo, agiscano personaggi che sottomettono al loro volere intere popolazioni, vessandole in continuazione e costringendole alla fame, o che in Africa il maggior numero di paesi utilizzi le proprie risorse innanzitutto per rifornirsi di armi, e svenda le proprie ricchezze naturali ai migliori offerenti?

Sì, è possibile, tutto ciò e avvenuto e accade in continuazione! Primo Levi, ricordando l’olocausto degli ebrei, diceva: “E’ successo, quindi può accadere di nuovo”.

E allora, di fronte a questi incomprensibili eccessi, perché stupirsi se un giorno, in occasione di un gol ancora più bello, magari come quello che fece con una rovesciata alla Juventus quando indossava la maglia del Real Madrid, esultando per la splendida realizzazione Ronaldo corresse davanti alle telecamere, e invece di alzarsi la maglietta per mostrare i pettorali si togliesse pantaloncini e slip e urlasse al mondo intero:
“Olha aqui que pistolinho eu tenho!”.

Che tradotto, significa:
“Guardate qui che pistolino che c’ho!”.


Sarebbe squalificato? Il pubblico si mostrerebbe scandalizzato? I telespettatori spegnerebbero il televisore o cambierebbero canale?

Ve lo dico io cosa succederebbe: i suoi “followers” su Instagram passerebbero da centoquarantaquattro milioni a mezzo miliardo in un giorno, e il filmato sarebbe visto su Youtube due o tre miliardi di volte, con il novanta per cento di “mi piace”

C’è un tizio che sta viaggiando in autostrada e accende l’autoradio:
“Attenzione, attenzione, sull’autostrada c’è un pazzo che sta viaggiando contromano!”.

Il tizio, con grande stupore, vedendo che tutti vanno nella direzione contraria alla sua e gli vengono incontro sfiorandolo pericolosamente, sbotta risentito:
“Un pazzo? Ma qui sono tutti, pazzi!”.

Per andare diritti, qualche volta bisogna avere la forza e il coraggio di procedere anche contromano.


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