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02 Febbraio 2014, 09.21

Psicologia e benesssere

Le diete non bastano per curare le cause dell'obesità

di Gianpiero Rossi e Stefania Soncini
Quasi il 40% degli italiani in sovrappeso e troppo spesso si pensa di risolvere il problema dell'obesit ricorrendo a diete ipocaloriche. Da marted 4 febbraio a Lumezzane Gianpiero Rossi terr un corso di prevenzione
 
Quasi il 40% degli italiani è in sovrappeso e i dati sull'Quaobesità sono sempre più preoccupanti.
 
Non solo in America si soffre di questa malattia dilagante, che colpisce anche sul piano sociale oltre che su quello sanitario. Ciò che è assurdo e incomprensibile è che, nonostante i bombardamenti mediatici sull'argomento, soprattutto per le pseudo cure delle diete più disparate, si dà pochissima attenzione nei media al risolvere le cause.
  
Il termine stesso "OBESITA" contiene questa limitazione, almeno nell’accezione corrente. Dal latino OB (oltre) ed ESUS (da edere, mangiare), fu usato a partire dal 1600 con il significato di "GROSSO, PAFFUTO", a indicare l'accumulo di cellule adipose come effetto dell'iperalimentazione: una descrizione e una valutazione prevalentemente orientate alla morfologia corporea e all'eccesso di peso e non al disturbo che la produce.
 
Questa visione solo all’effetto finale del sovrappeso corrisponde purtroppo anche alle cure più in voga, come accade quasi sempre con la prescrizione di una dieta ipocalorica volta a ridurre i sintomo-effetto (eccesso di peso) e non la causa (il come si mangia e l’alimentazione compensatoria per citare le principali).
 
La soluzione della dieta ferrea come terapia in molti casi non può essere considerata una forma di aiuto definitiva. Anzi, spesso porta a complicazioni come la bulimia o la fame nervosa. Quest’ultima è la prima causa di obesità nel mondo. Se solo si facesse presente questa controindicazione una volta ogni tanto nel battage pubblicitario indiscriminato delle #diete più disparate…
 
La maggioranza non riesce a portare a termine una dieta restrittiva e penalizzante. Chi ci riesce purtroppo rallenta il suo metabolismo e prepara il corpo al suo re-ingrassamento una volta che si riprende la normale alimentazione (effetto yo-yo). Per questo le statistiche rilavano che oltre il 90% delle diete falliscono nel loro obiettivo a lungo termine. E’ il dimagrimento per sempre, ovvero il mantenimento del peso perso e più corrette abitudini alimentari sono il vero risultato a cui mirare.
 
Dire a uno che è obeso di mangiare meno è semplicistico e tautologico. La realtà è più complessa. Occorre studiare la storia di una persona, cioè ricostruire un percorso caratterizzato da un aumento di peso improvviso o graduale, spesso a partire da un momento preciso del ciclo o evento di vita (età scolare, adolescenza, matrimonio, gravidanza, menopausa o altri eventi di stress). Oltre a cogliere le strategie presenti che mantengono il problema e le risorse necessarie per rimediare.
 
Chi è obeso è spinto a mangiare di più anche perchè ha abituato il proprio organismo e dunque il proprio metabolismo in un certo modo.
 
A questo punto entra in gioco la disistima, legata alla propria immagine corporea, dunque frustrazione e difficoltà con se stessi e gli altri per il fallimento dei tentativi di dimagrire. A complicare tutto ciò può sopraggiungere il Disturbo da Alimentazione Incontrollata (BED, da Binge Eating Disorder).
 
Se vuoi saperne di più su come prevenire tutto questo, terrò un corso a Lumezzane da martedì 4 febbraio per mettere in pratica gli argomenti dell’ebook di G. Rossi “Riattiva il tuo Metabolismo” Bruno Edizioni.
 
 
Gianpiero Rossi
Psicoterapeuta presso Studio di Medicina Clinica, Lumezzane - tel. 030 82 64 09
Body Mind Center, Salò - tel. 0365 21 318
Stefania Soncini, Naturopata, soncini_stefania@libero.it
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