Skin ADV
Martedì 25 Febbraio 2020
Utente: Password: [REGISTRATI] [RICORDAMI]


 

 
 


 


08 Gennaio 2015, 08.06

Eppur si muove

L'uomo nero a Parigi

di Leretico
Ci sono tanti motivi oggi per cui essere tristi e tanti per cui essere arrabbiati. Quello più forte è senz'altro sapere che a Parigi, nel cuore dell'Europa, dodici persone sono morte trucidate a colpi di fucile mitragliatore, assassinate come cani per aver fatto, gravissimo peccato, satira su Maometto.

In Europa la separazione tra potere religioso e politico è costato moltissimo in termini di vittime e di  guerre per secoli.
L'Italia ne è la prova più evidente: terra divisa fino al 1860 anche e soprattutto a causa della presenza della Chiesa, restia a cedere il proprio potere politico militare, esercitato per centinaia d'anni sulla penisola italica e oltre.

Nei paesi islamici questo passaggio, questa divisione, non è mai avvenuta e se si analizzano le zone come il medio oriente o il nord Africa in cui la guerra divampa, scopriamo ovunque la matrice religiosa come substrato essenziale di tutti i conflitti politici e militari in corso.
In quei luoghi i capi politici sono anche capi militari e capi religiosi. Il laicismo è malvisto, puzza di infedele. Sciiti e sunniti si combattono per il predominio politico, mentre il loro Dio sembra stare a guardare da che parte pendere: ovviamente da quella del vincitore, appena ce ne fosse uno.

Forse siamo partiti dalla fine del racconto mentre avremmo dovuto cominciare dal suo inizio: 1989, caduta del muro di Berlino e fine del comunismo.
Improvvisamente quei paesi arabi che nella guerra fredda si erano schierati con l'Unione Sovietica contro gli Stati Uniti si trovarono senza copertura ideologica. Ciò che in qualche modo incanalava il loro risentimento, il loro senso di inferiorità industriale, economica e politica, era venuto a mancare. La cortina di ferro si era sgretolata  condannando il mondo arabo filosovietico, dopo tante disfatte militari ed economiche, ad una ulteriore sconfitta, la più grande.

Se si pensa all'attacco alle torri gemelle di New York nel 2001 dal punto di vista dell'Islam radicale, quello fu il momento della vendetta, della riappropriazione del senso del proprio destino, della conquista armata di un ruolo dominante nel magma quasi indecifrabile delle correnti religioso-politico-militari in quelle infauste terre tra il Mediterraneo e l'Afghanistan.

Per la retorica populista dell'Islam estremo, qualcuno finalmente aveva avuto il coraggio di attaccare, con grande onore, il diavolo a casa sua.
Ovviamente eroi, martiri che ora siedono in paradiso, mentre le loro vittime bruciano giustamente all'inferno, essendo cani infedeli.

Purtroppo gli Stati Uniti, reagendo all'attacco di Bin Laden prima con l'invasione dell'Afghanistan e poi con quella dell'Iraq, non dimostrarono molto pensiero sistemico.
I risultati di quelle guerre sono sotto gli occhi del mondo intero: un disastro sia in termini di stabilità politica dell'area che in termini di rinvigorimento del terrorismo.

La situazione è tanto fuori controllo che persino l'Iran, nemico storico degli Stati Uniti fin dal 1979, per non perdere potere e influenza nella zona, si è recentemente alleato con gli americani per combattere le forze dell'Isis, i terribili e sanguinari guerrieri neri del califfato islamico installatosi con tanto di bandiere, cannoni e lunghi coltelli nella parte nord occidentale dell'Iraq.
Quanta lungimiranza ha avuto l'Occidente nell'alimentare la crescita della parte peggiore di quel mondo, quello degli scannatori di professione che fanno del terrore e delle armi i loro mezzi politici preminenti.

Prima almeno (per modo di dire) si facevano saltare con qualche bomba, ora sono al delirio: vogliono superare Dario Argento negli effetti speciali del terrore, vogliono andare al di là di qualsiasi incubo l'Occidente abbia mai potuto esperire.

I buoni conoscitori di quel mondo, i famosi "osservatori", di fronte alla strage di Parigi, nonostante storcano un po' il naso alla retorica dell'attacco alla libertà, che pure è reazione umana condivisibile, insistono a inquadrare questi atti nell'ambito della lotta di potere all'interno dell'Islam.
Attaccare l'Occidente è simbolico, porta consenso in quel mondo sempre a caccia di eroi, specialmente se sanguinari.

Il terrorismo è atto vile perché è guerra verso inermi cittadini.
Purtroppo è una guerra facile, poco costosa e dal grande effetto mediatico, adatta ai morti di fame. Pochi uomini nerovestiti, determinati e incappuciati, possono mettere in angoscia nazioni intere.

Mai potranno esistere sistemi di intelligence capaci di bloccare cose del genere.
Anche alle più efficienti strutture di investigazione segreta possono sfuggire questi eventi, organizzati da ex combattenti usi alle armi e alle azioni di guerriglia, forse residenti in Europa dalla nascita, frequentanti la moschea il venerdì e il bar di quartiere gli altri giorni, rientrati in segreto dopo alcuni mesi di combattimento tra le macerie delle città siriane sotto i bombardamenti. Pronti, insomma, a fare azioni di forza senza alcuna remora.

Fermare con mezzi tradizionali questa gente è impossibile.
Altre vie dovrebbero essere seguite, sempre che non ci si voglia inventare un'altra bufala, come quella del possesso di armi atomiche da parte di Saddam Hussein, per distruggere il terrorismo, scoprendo alla fine di averlo reso più forte di prima.

Si potrebbe cominciare con un politica estera meno arrogante, che riesca a far emergere e vincere in quei paesi l'Islam moderato, che invece oggi timidamente fa sentire la propria voce nella paura di essere trattato come i vignettisti parigini di Charlie Hebdo.
Si potrebbe favorire una maggiore ricchezza in quei paesi oggi straziati da povertà e guerra, si potrebbe usare meno la forza e più l'intelligenza politica, si potrebbe insomma non solo prendere ma anche dare.

Il terrorismo rosso in Italia finì quando la sinistra lo denunciò, quando gli operai delle fabbriche si ribellarono alla logica mafiosa del terrore, quando lo Stato abbozzò una certa capacità di intelligence che prometteva di trovare e punire i colpevoli.

Il terrorismo islamico finirà quando l'Islam rinnegherà veramente questi gruppi sanguinari invece di tollerarli perché capaci di alzare le armi contro il nemico comune.
Quando smetteranno di pensare, pur dichiarando ipocritamente il contrario, che Dio ammette l'uccisione di esseri umani come mezzo lecito per far prevalere il proprio credo, le cose cambieranno.

Fino ad allora aspettiamoci altri attacchi alla libertà
dell'Occidente, altri morti innocenti sul sentiero insanguinato dell'uomo nero.

Leretico

Invia a un amico Visualizza per la stampa




Aggiungi commento:

Titolo o firma:

Commento: (*) ()





Vedi anche
26/11/2018 15:44:00
Un libro per ricordare le vittime del terrorismo Martedì 27 novembre alle 11, nell’aula Polivalente dell’Università Cattolica (via Trieste 17), sarà presentato il volume "Guardie" di Ansoino Andreassi e Daniele Repetto.

29/11/2013 09:00:00
Renzi - Crozza Il più raffinato politologo che ci narra la solita replica della commedia all'italiana è Crozza. Il suo 'Paese delle Meraviglie' oltrepassa quello che i detrattori gli imputano: di non fare satira, e diventa politica

17/07/2013 09:30:00
Contaminazioni fuori controllo Il terrorismo degli ultimi tempi entra con la crisi e se ne esce con gli acciacchi del digerire gli alimenti che mangiamo: come da copione ancora la storia si occupa del cibo.

23/07/2014 07:26:00
Donna e prevenzione a Polaveno Se la montagna non viene a Maometto… così, la campagna per la prevenzione della salute della donna avverrà grazie all’utilizzo di una unità mobile

17/09/2013 10:00:00
Le incisioni di William Hogarth al maglio di Ome Domenica 22 settembre l'inaugurazione di una mostra con una trentina di stampe del pittore settecentesco quasi sconosciuto in Italia, ma famoso in America per le sue opere di satira sociale. L'esposizione sarà visitabile fino al 30 novembre



Notizie da Eppur si muove
28/04/2015

La testa che conta

In questi giorni è comparsa una notizia molto particolare: un ragazzo russo di 30 anni molto malato ha contattato il dottor Canavero, torinese un po’ controverso, dichiarandosi disponibile per un eventuale trapianto di testa...

10/03/2015

Sesso o amore?

Mi chiedevo in questi giorni come si potesse rispondere a quella nervosa affermazione del senso comune che, preannunciata da uno stringere a pugno le dita di entrambe le mani a mo’ di mungitura aerea, così recita: “Ma in pratica?”

26/12/2014

Il pianeta delle scimmie

Nei paesi tropicali hanno inventato una trappola tanto semplice quanto efficace per catturare le scimmie: in una zucca svuotata ed essiccata viene creata un’apertura sufficiente perché a malapena la scimmia riesca ad infilarvi la zampetta...

03/12/2014

La morte di Ivan Illich

In nome del paradiso in terra promesso dalla tecnica, abbiamo eliminato il morire dal nostro vocabolario, è diventato ripugnante come lo è il diventar vecchi e come lo sono tutti quei segni che denunciano la vecchiaia

13/10/2014

La Lanterna e il Lago

In ottobre piove. Piove molto e in alcuni luoghi troppo. E sarà anche colpa dell'effetto serra, sarà la sfortuna, a Genova in pochi anni hanno avuto due alluvioni distruttive

26/09/2014

Dio è morto?

Secondo Nietzsche Dio è morto, ma viste le innumerevoli guerre che ci sono nel mondo in nome del divino, viste le stragi che si perpetuano in nome di una certa “rivelazione” piuttosto che un’altra, verrebbe da dire che Dio è vivo, eccome

03/09/2014

Le anime frantumate di «Bussi Off.»

Raccontare è sempre segno di coraggio, è prova che implica necessariamente il mettersi a nudo. Nella narrazione si rivela, involontariamente, anche l'io più nascosto, più meditatamente celato

19/08/2014

Non ci resta che andare a Rimini

Il conte zio, anonimo e malefico di mazoniana memoria, ben si presta a rappreesntare la realtà odierna, in questa interpretazione che ne dà il nostrro Leretico


12/07/2014

Aspettative Mondiali, delusioni bestiali

E' il gioco delle aspettative a rendere più o meno bruciante una delusione calcistica come quella subita dai brasiliani. Ed è sempre l'impatto emotivo a generare conseguenze macroeconomiche


23/06/2014

Yara: il mostro è servito

La madre di Massimo Giuseppe Bossetti, visti i risultati dell'analisi sul DNA del figlio, ha dichiarato che ha conosciuto Giuseppe Guerinoni, ma non carnalmente

  • Valtrompia
  • Bovegno
  • Bovezzo
  • Brione
  • Caino
  • Collio
  • Concesio
  • Gardone VT
  • Irma
  • Lodrino
  • Lumezzane
  • Marcheno
  • Marmentino
  • Nave
  • Pezzaze
  • Polaveno
  • Sarezzo
  • Tavernole
  • Villa Carcina
  • -

  • Dossier