Skin ADV
Venerdì 10 Luglio 2020
Utente: Password: [REGISTRATI] [RICORDAMI]


 

LANDSCAPE


MAGAZINE



 



03 Giugno 2015, 14.20

L'intervista

Piergiorgio Cinelli, oltre il dialetto

di Davide Vedovelli
Intervista al cantante bresciano, che sarà protagonista quest’estate con il suo nuovo spettacolo per tutta la provincia, in attesa del concerto a Vobarno di domenica 14 giugno
Domenica 14 giugno alle 21 Piergiorgio Cinelli si esibirà in concerto a Vobarno presso il Cafè My Life in Piazza Ferrari, in una serata organizzata in collaborazione con l'Amministrazione comunale. Cogliamo l'occasione per fare una chiacchierata con lui.

1) A nominare "Cinelli" in provincia di Brescia si pensa subito alla canzone in dialetto, anzi, alla canzone di qualità in dialetto. Quanto la scelta della lingua influenza i contenuti e viceversa?
In realtà è opinione ancora diffusa che dialetto e qualità non possano coesistere per definizione. Il dialetto viene ancora considerata come la lingua dei paesani, degli ignoranti, dei grezzi. Ultimamente insisto molto su questo tasto durante le mie serate, con canzoni e citazioni, perché il dialetto è ricco di espressioni che trasmettono emozioni meglio dell’italiano. Ed è la mia fortuna, perché a volte basta una parola semplice, efficace, per dire quello che in italiano bisogna affrontare con elaborate spiegazioni. Il dialetto è ricco, variopinto, musicale.


2) Ultimamente, e fortunatamente aggiungo io, anche il mondo della musica d'autore si sta riappropriando dei dialetti, anche per evitare che diventi appannaggio solo di una certa parte politica che lo utilizza solo come bandiera non diversa dal fazzoletto verde o dalla polenta, e questo è davvero svilente. Tu cosa ne pensi in merito? Come credi si possa ridare dignità al dialetto?
Mi sembra che i tentativi politici strumentali di riappropriarsi dei dialetti siano ormai falliti, credo grazie anche al rifiuto, logico anche storicamente, di alimentare idee moderne che poco hanno a che vedere con la storia antica delle lingue locali. Il dialetto è un patrimonio di tutti e secondo me va conservato e tramandato con la dignità di una vera e propria lingua. Naturalmente spero che il mio uso goliardico, oltre a far divertire, a far sorridere, contribuisca a questo scopo. Magari può sembrare un gioco superficiale, fine a se stesso, ma a volte il gioco di parole, la battuta facile nascondono una ricerca un pochino più profonda.


3) La caratteristica del dialetto credo sia quella di essere una lingua orale, ossia che non si impara sui banchi di scuola con regole precise, ma si apprende "naturalmente", sentendo i nonni od i genitori che lo parlano. Nessuno credo ci abbia "insegnato a parlare in dialetto", al massimo ci hanno spiegato il significato di alcune parole. Che vantaggio da il dialetto rispetto all'italiano? credi sia un limite l'utilizzo della lingua per poter uscire dai confini provinciali?
Sì, il dialetto si apprende soprattutto ascoltando i nonni, i genitori…o i cantanti dialettali!! Come ho già detto il dialetto è più musicale dell’italiano. Io che traduco spesso dall’inglese, ma anche dal francese in bresciano, faccio molto più fatica a farlo in italiano, che ha poche parole tronche, si adatta meglio a melodie “antiche”, sanremesi, per così dire, mentre il bresciano è più rock, più hip hop ( vedi Dellino :) ). Uscire dai confini provinciali è veramente difficile, prima di tutto perché ci sentiamo culturalmente inferiori agli altri dialetti. Inoltre abbiamo questa cadenza che non piace e ci identifica subito in maniera vagamente negativa. Quando mi capita di cantare fuori provincia devo sempre metterci il doppio dell’impegno e della presenza per superare quella diffidenza spontanea che c’è nei confronti dei bresciani (e dei bergamaschi…)

4) Che progetti hai per il futuro e per l’estate?
Quest’estate ho intitolato il mio spettacolo “Cocài, Oflaga e Pifiù”. Sono tre paesi significativi, ma soprattutto tre mie fortunate canzoni. Partendo da questi tre titoli affronto un viaggio musicale poco serio attraverso la provincia di Brescia, tra magücc, mumbulì e fighitìne de Piassa Arnaldo, passando disinvoltamente nei miei nove cd: l’ultimo, il nono e nuovo, si intitola Cidì nöf. Lo propongo da solo, ma anche con la band al completo: si chiama Bandacinèl ed è formata da: Michele Poncio Belleri alla chitarra, JImmy Sirani alla batteria, Ottavio Barbieri alle tastiere, Nicola Zanardelli al basso, Ale Strong e Silvia Radaelli ai cori.
Per il futuro ho praticamente già pronto un cd di Jazz. Si intitola Gès e l’ho registrato con una Big Band di 16 elementi diretta da Tullio Pernis. Sono classici dello swing riproposti naturalmente in dialetto. Diciamo che essendo un disco molto impegnativo, anche dal punto di vista economico, sta aspettando il momento storico ed economico adatto per essere pubblicato :)


5) Mi racconti un episodio divertente che ti è capitato sul palco?
Mah, mi capitano spesso episodi divertenti legati alla somiglianza con mio fratello Charlie. Ieri sera a Montichiari, per esempio, appena finito il concerto, un ragazzo si è avvicinato e mi ha detto: “Mi regali un cd? Sai, sono anni che seguo tuo fratello!"

6) Qual è il tuo vizio preferito?
Il mio vizio preferito... eh, è una bella lotta, anche perché i vizi spesso servono ad esaltare le virtù che ad essi si contrappongono…..ed essendo io notoriamente poco virtuoso…

Come da tradizione l'ultima domanda puoi farla tu a me. Ci vediamo a Vobarno

Mi incuriosiscono molto le differenze, non solo dialettali, tra le varie zone della provincia, nel senso che spesso i luoghi in cui si vive condizionano il carattere, i modi delle persone. Così è più facile che un camuno e un valsabbino abbiano più cose in comune rispetto a uno di Collio e uno di Pontevico, per dire…hai anche tu questa impressione o è un’idea che mi sono fatto io?

Sono d'accordo con te. Penso che usi e costumi comuni delle valli bresciane influenzino il carattere degli abitanti. Penso ad esempio al fatto che molti lavoravano in fabbrica, che per quanto differenti nella produzione dalla Valsabbia alla Valtrompia, gli orari, le abitudini e l'ambiente di lavoro è molto simile; così come l'avere uno stile di vita legato agli animali da allevare. Se ci spostiamo verso la Bassa già le abitudini cambiano, così come cambiano le ore di luce, ecc.
Credo che la montagna forgi il carattere di chi la abita in maniera importante. Un Valsabbino è molto diverso da un salodiano… e distano solo pochi chilometri.


Ci vediamo a Vobarno il 14, al Cafè My Life. Grazie per la bella chiacchierata
Invia a un amico Visualizza per la stampa




Aggiungi commento:

Titolo o firma:

Commento: (*) ()





Vedi anche
20/03/2015 15:50:00
Piergiorgio Cinelli vs Fedez L'ultima, esilarante idea del cantautore saretino Piergiorgio Cinelli, riprende «Magnifico» di Fedez e ne fa una simpatica parodia 

11/06/2015 14:20:00
Lo «Spaccadischi» sotto l'ombrellone Il secondo fine settimana di giugno pullula di eventi in ogni angolo della provincia. A Vobarno il concerto del cantautore bresciano Piergiorgio Cinelli

08/04/2012 08:15:00
Piergiorgio Cinelli canta contro Green Hill Il cantante triumplino si schiera, con la scrittura di una canzone, contro il tristemente famoso canile di Montichiari che alleva beagle per sottoporli ad attività di sperimentazione e vivisezione

10/05/2012 09:00:00
Cinelli e Gotye, risata assicurata Il tormentone del cantante belga «Somebody That I Used To Know» è sbarcato in Italia con grande successo e il saretino Piergiorgio Cinelli non ha fatto attendere il suo pubblico: ecco la parodia in versione bresciana

17/04/2013 13:26:00
«Il folle volo» di Flora Zanetti e Piergiorgio Cinelli Stasera alle 20.30 presso il Palazzo Avogadro di Zanano va in scena il récital ideato e realizzato da Flora Zanetti con accompagnamento musicale di Piergiorgio Cinelli, passando in rassegna personaggi come Majakovskji, Cyrano de Bergerac, Tazio Nuvolari



Notizie da Eventi
04/06/2020

La Valtrompia ad «Archivissima»

La mostra “Maternità, infanzia e leggi razziali dal dal 1926 al 1938”, digitalizzata grazie ad un laboratorio didattico, questo venerdì sera diventa un proposta dell’apprezzato festival torinese

28/05/2020

VirtualAvis fra Caino e Nave

Anche il volontariato chiama in causa il digitale per fronteggiare il problema degli assembramenti ai tradizionali eventi formativi e informativi. Questo venerdì sera è il turno dell’Avis

27/04/2020

«Libericomelaria», quasi sei ore di diretta no-stop che ci ha scaldato il cuore

Oltre ai tantissimi ospiti i contenuti straordinari che ci hanno voluto regalare Omar Pedrini, Cisco ed Irene Grandi hanno impreziosito la giornata.

09/04/2020

Giovedì santo, l'Ultima cena a porte chiuse

Con la celebrazione dell’Ultima cena prende il via il Triduo pasquale che quest’anno sarà vissuto dalle parrocchie in una forma inusuale, dovuta all’emergenza coronavirus

19/03/2020

Auguri a tutti i papà

Si celebra oggi – giovedì 19 marzo – la Festa del Papà, nata all’inizio del ‘900 negli Stati Uniti e “trapiantata” in Italia, ove si celebra tradizionalmente nel giorno di San Giuseppe. Ecco qualche curiosità

19/03/2020

La Vecchia va... in fumo

Non nel senso tradizionale del termine, ma stante la situazione, anche tutti gli eventi legati a questa tradizione sono stati annullati

21/02/2020

Luca Gatta, dalla tv al doppiaggio

Una bella storia, quella di un talento valtrumplino che partendo da zero e passando per il palco, la tv locale e tanti corsi di formazione ha realizzato il sogno di gestire uno studio di doppiaggio a Brescia
 


14/02/2020

Cosa tiene accese le stelle

Un’iniziativa nel segno della solidarietà quella in programma questa domenica, 16 febbraio, a Gussago per sostenere i titolari dell’azienda agricola di Bovegno, recentemente distrutta da un incendio

29/01/2020

Fabula Mundi, per capire la geopolitica

Da febbraio la decima edizione del corso organizzato dalle Acli Provinciali e da Ipsia Brescia in città e in provincia, per la Valtrompia a Concesio

14/01/2020

Al via la nuova stagione della Collezione Paolo VI

Dalla mostra di Floriano Bodini ai cicli di incontri di OperAperta, Lògos e Registi dello Spirito, dai nuovi progetti alla collettiva dei finalisti del Premio Paolo VI per l’arte contemporanea

  • Valtrompia
  • Bovegno
  • Bovezzo
  • Brione
  • Caino
  • Collio
  • Concesio
  • Gardone VT
  • Irma
  • Lodrino
  • Lumezzane
  • Marcheno
  • Marmentino
  • Nave
  • Pezzaze
  • Polaveno
  • Sarezzo
  • Tavernole
  • Villa Carcina
  • -

  • Dossier