Premetto che le considerazioni che esprimerò di seguito, sono riferite in particolare alla situazione di Brescia, ma sono convinto che possano essere riferite a situazioni analoghe molto diffuse, e che si adattino un poco a tutti i comuni d'Italia, soprattutto ai comuni delle città capoluogo.
L’intento quindi, è quello di separare l’autoveicolo e mezzi con motore a scoppio in generale, da tutte le altre cause d’inquinamento urbano, sottolineandone la sua funzione insostituibile.
Inoltre, essendo oggi di moda calunniare l'automobile in particolare, intendo contrastare l'abitudine diffusa di cavalcare la tigre, come paladini senza macchia, non curandosi delle reali ragioni di questo accanimento che sarebbero tutte da scoprire....
Scrivo, rispondendo ad un impulso che da alcuni anni mi scaturisce spontaneo ogni volta che ritornando a casa dopo un periodo più o meno lungo di assenza, trovo numerosi sconvolgimenti di strade cittadine.
Chissà quante persone provano un certo disappunto per altri svariati motivi, ma sicuramente come me incontrano una grande resistenza a descriverli, un poco per pigrizia, un poco perché descrivere gli intenti, non è facile come sembra.
Ma per alcuni fatti, che superano il limite della tollerabilità, trovo ancora la necessaria carica di volontà per agire in concreto.
Ho sempre amato profondamente Brescia, la mia città ed ammirato l'amore per essa che pervade e traspare in ogni suo cittadino, perciò mi rattrista moltissimo vedere come, con devastanti e costosi lavori, si continui a restringere le strade e ridurre notevolmente i parcheggi di superficie, allo scopo di rallentare il traffico ed indurre così i cittadini ad abbandonare il proprio autoveicolo. Tutta questa forzatura è una conseguenza dello slogan, politicamente di moda, almeno qui a Brescia: “ridurre il traffico è il nostro obiettivo inderogabile”. Pretesto buono per l'attuale amministrazione Comunale, per chissà quali altri scopi......
Più volte ho cercato di contrastare molte delle loro realizzazioni che, a parere mio, sono sbagliate perchè rallentando il traffico, (così pure i mezzi pubblici e di soccorso che invece avrebbero bisogno di maggiore spazio) si aumenta sicuramente l’inquinamento per il semplice fatto che gli autoveicoli sono costretti a rimanere più lungamente a motore acceso, ottenendo così l’effetto contrario alle pretese volontà politiche, di ridurre l’inquinamento.
Da tutte le loro azioni, traspare quindi evidente una forte avversione all’automobile, diversamente tanto preziosa e cara ai semplici e rassegnati cittadini.
Essa è stata demonizzata e colpevolizzata con una retorica calunniatrice, tanto di moda e cara ad alcuni politici che in tutti i modi ne hanno fatto il capro espiatorio. Questo in spregio alla tradizione bresciana che dall’inizio del secolo scorso ha dimostrato un’appassionata vocazione all’automobile: siamo stati tra i primi a costruire automobili, le famose OM; a creare il circuito automobilistico di Montichiari a cui sono seguite poi le gloriose corse della “Mille Miglia” che hanno dato lustro a Brescia in tutto il mondo. Perciò mi sarei aspettato concreti segnali di rispetto, gratitudine ed amore per l’automobile... grazie di esistere.
Per merito suo la storia ha immortalato il glorioso passato dei nostri genitori, che sono stati tra i più grandi pionieri dell’automobilismo mondiale.
Povera Brescia e poveri bresciani….”Padre, perdona loro….”. Se io fossi un poeta, canterei un ode a questo mezzo di trasporto che ho sempre apprezzato e di cui vorrei cominciare a tesserne le lodi.
Se riuscissi a riscattare la sua innocenza e di conseguenza, farla amare e rispettare, avrei raggiunto il mio scopo.
Se fossi un avvocato intenterei una causa e formulerei un’arringa spietata contro i suoi calunniatori.
Non si può apprezzare ed amare una cosa che è presentata sempre come tossica e nemica, ma si può benissimo amare e forse con maggiore intensità, un amica che fosse stata accusata ingiustamente.
Quindi rivolgo a tutti un accorato appello in favore degli autoveicoli privati e no, perché venga riconosciuto il prezioso e spesso insostituibile servizio che essi hanno svolto in tanti anni, dalla loro nascita ad oggi.
L'invenzione del motore a scoppio è stata salutata, fin dall'inizio, con un forte entusiasmo che si è trasformato in un fervore lavorativo inusuale, che si è manifestato con intensità e vigore attraverso le sue opere, caratterizzando quel periodo come il più fecondo di nuove scoperte in tutto il mondo. Buona parte del progresso umano, nel senso migliore della parola, lo dobbiamo a quest’evento.
Dalla nascita del motore, il ritmo della vita ed il progresso sono cresciuti di pari passo con “l’aspettativa di vita” che è aumentata in media, più di dieci anni, pertanto una parte del merito è anche degli autoveicoli. Bloccare il suo utilizzo è come fermare il progresso.
Il trasporto pubblico urbano è utile per alcune categorie di utenti, per esempio: le persone il cui tragitto corrispondesse con quello delle linee urbane; le persone senza l'autoveicolo; le persone che sono senza la patente; è comodo per alcuni pensionati che non hanno problemi di tempo ed è insostituibile per tutte quelle persone che “volutamente” viaggiano gratis... senza alcun diritto.
Se per assurdo non esistesse il problema dell'inquinamento urbano, (vale la pena di ricordare che non è dovuto solo agli autoveicoli) l'automobile rappresenterebbe indubbiamente il mezzo di locomozione ideale. Sicuramente più pratico in assoluto per tantissime ragioni, per esempio, protegge da tutte le intemperie, compresi i fulmini e per quanto le è possibile, dagli altri autoveicoli; inoltre, confrontata con le motociclette ed alle stesse velocità è di gran lunga più sicura.
Ti risparmia i tempi di attesa, può ospitare un certo numero di persone diventando, nel corto e medio percorso, più economica e spesso più svelta del trasporto pubblico, non solo urbano.
L’automobile fa risparmiare la fatica degli eventuali pesanti trasferimenti dei bagagli o delle numerose borse della spesa da un mezzo pubblico all'altro. E’ indispensabile dove non c’è il servizio pubblico, specialmente in questi tempi in cui molte attività umane vengono dislocate fuori città. Riuscireste ad immaginare un artigiano che corra urgentemente utilizzando vari mezzi pubblici per cercare un pezzo di ricambio, un attrezzo, oppure per recarsi a risolvere il problema di un cliente?
All'occorrenza si trasforma anche in un mezzo di trasporto di oggetti voluminosi. Con i vantaggi suddetti, può quindi raggiungere tutti i luoghi prescelti, i posti più disparati di questo mondo, per il lavoro, le necessità di tutti i giorni, il tempo libero, le vacanze, etc. facendoti guadagnare molto tempo. Ha così abbattuto molte barriere dell’impossibile,… “..che era follia sperare…”.
L’automobile quindi, è una cara amica ma.. che non tradisce mai…che ci è sempre fedele, non si lamenta, mai. E’ sempre vicina, disponibile e umilmente: è servizievole, obbediente e discreta; quando puoi, quando vuoi, ti accompagna sempre. Anche se la trascuri, aspetta sempre il tuo ritorno. Non sciopera mai! “...Laudato si', mi Signore, per sora Automobile la quale è multo utile et humile et pretiosa…”. Quando capiremo che non è solamente complice di persone pigre che ne fanno un abuso? Troppo spesso, nel contesto attuale, per il ritmo frenetico della vita moderna, l’automobile è un mezzo insostituibile e quindi facilmente ricattabile. Per questo le amministrazioni Comunali sono diventate terribilmente avide oltre che esose con i parcheggi e le multe.
Quasi tutto il così detto "suolo pubblico" che non è "suolo dell’amministrazione comunale", è ormai un parcheggio a pagamento tra i più cari che si possano trovare nelle città! Vorrei quindi proporre di avere un atteggiamento più benevolo per tutti gli autoveicoli ed i loro proprietari.
In Svizzera, ho trovato i tassametri con la prima e seconda ora gratuite a secondo del luogo!
Quando tornate a casa in automobile, chiedetevi quante volte avreste potuto, in quel caso, e in un tempo ragionevole, usare il mezzo pubblico?! ....E ditelo ai vostri Sindaci…!
Non dimentichiamo che forse il criterio più importante di valutazione di vari sistemi di trasporto, consiste nella misurazione del tempo totale impiegato da ciascuno dei sistemi proposti, per percorrere un numero vario di percorsi da un luogo all’altro.
Ma allora, se l'autoveicolo privato è il mezzo ideale per il movimento di molti privati cittadini, perché non favoriamo, piuttosto, anche questo mezzo scindendo in due il problema dell’inquinamento?
a) Il primo problema è quello di dissuadere, con l’educazione ed un’alternativa efficiente, gli automobilisti che abusano nell'uso dell'autoveicolo cercando di non penalizzare tutti indiscriminatamente. E' questo il vero problema!
b) Tutti gli altri automobilisti sono le persone attive della società, comprese quelle dei mezzi di soccorso etc. etc. che meritano invece la massima considerazione, e quindi una soluzione potrebbe essere quella di rendere umanamente più scorrevole la loro ineluttabile necessità di circolare e parcheggiare anche in superficie, riducendo così l’inquinamento dell’aria.
Gli addetti ai lavori stanno continuamente restringendo le strade, volutamente e le povere automobili sono costrette a marciare lentamente, incolonnate come i carri ferroviari, come se fossero su rotaie. In alcune strade hanno allargato smisuratamente i marciapiedi per cui è diventato impossibile accostare ai bordi della strada nemmeno per un malore o per comperare un francobollo. Addirittura alcune volte, si è obbligati a fermarsi attendendo dietro gli autobus ad ogni loro fermata. A causa di questi rallentamenti quindi, gli autoveicoli sono costretti a rimanere più lungamente a motore acceso con un maggiore inquinamento dell'aria urbana.
E' il caso di ricordare che sono già molto concrete le soluzioni per dei motori non inquinanti.
Nell’attesa, un’alternativa pratica sarebbe già quella di riprogettare l’automobile: più corta, più leggera, che quindi sprechi meno energia; quasi un “risho” con motore. La soluzione non può essere quella di sostituirla forzando a tutti i costi l'uso dei mezzi pubblici. Come per molte soluzioni tecnologiche del passato, si tratta solo di tempo per superare i costi di produzione. Però, le opere cittadine che sono partite e le altre che sono in procinto di partire, spaventano terribilmente tutte quelle persone che condividono le argomentazioni suddette, perchè sono architettate per soffocare volutamente il traffico, attuale e futuro, con lo scopo di "ridurre il traffico" per un non meglio identificato "obiettivo irrinunciabile", quando è certo che il traffico non potrà che aumentare, perché è proporzionale all'aumento della popolazione e dei ritmi sempre più pressanti.
Prima o poi, in presenza di motori non inquinanti, queste opere risulteranno sbagliate e nocive.
Saranno così necessari altri costosi rifacimenti per permettere una viabilità normale ed il massimo scorrimento a quel inarrestabile aumento del traffico che sarà legato alla sopravvivenza delle nostre città e dell’uomo del futuro. E' in questo senso che serve una concreta lungimiranza, ne è la prova il successo incontrato con la creazione del ring e contro ring che a Brescia, in tempi migliori, ha notevolmente migliorato la scorrevolezza del traffico. Per favore, vi supplico, non ”strozzate” ancora altre strade!
Al contrario, quindi, è più importante finanziare opere pubbliche per rendere più scorrevole il trasporto privato perché esso risolve meglio ed in modo più capillare ed efficace i vari problemi del trasporto misto di persone e cose. I costi per realizzare dette opere che snellissero il traffico privato e pubblico di superficie, in modo soddisfacente, sarebbero notevolmente inferiori a quelli per realizzare le future opere per il solo trasporto pubblico, che tra l’altro, non dimentichiamo, si limita al solo trasporto di persone. Va poi sottolineato che le imminenti costosissime opere per il trasporto pubblico urbano, una volta realizzate, non risolveranno mai in modo completo il problema, tanto è vero che non sostituiranno mai il trasporto privato di persone e cose, mentre quest’ultimo, già attualmente, potrebbe fare a meno di dette opere pubbliche. E' significativo rilevare inoltre, che le eventuali opere per favorire la scorrevolezza del trasporto privato, dopo la loro realizzazione, non richiederebbero altre spese, mentre alle opere del sistema pubblico si aggiungeranno, perennemente, le notevoli spese di gestione del sistema.
Siamo certi che il traffico di persone che non possono rinunciare al proprio autoveicolo, compresi gli invalidi, esisteranno sempre ed allora smettiamola di ammantarci da giustizieri degli automobilisti, discriminando, con ipocrisia, gli autoveicoli che inquinano, un poco di più da quelli un poco meno e di proporre ipocrite e drastiche soluzioni con opere stradali che mirino a soffocare il traffico esistente, perché non faremmo altro che inquinare maggiormente l'aria che respiriamo.
Io sono fermamente convinto che l'unico vero obiettivo, che risolverebbe i nostri problemi legati al traffico, contribuendo a ridurre concretamente al minimo l'inquinamento da mezzi pubblici e privati, dovrebbe essere quello di rendere più scorrevole il traffico di tutti gli autoveicoli, privati e pubblici, con nuove opportune opere pubbliche che li considerino con uguale rispetto e dignità.
Mi auguro che non tutti i personaggi politici e tecnici, preposti a questi problemi, siano contrari alle mie considerazioni, perché io ho un desiderio: che almeno alcuni di loro e tutti i cittadini possano avere chiarito il vero problema e riconoscendo anche i meriti degli autoveicoli privati, vogliano attivarsi concretamente ma in tempo utile, per salvare la città, modificando, nelle sedi opportune, l'orientamento di coloro che attualmente ci comandano.
….da come è oggi impostato il mondo, potremo veramente, nel prossimo futuro, eliminare l'automobile e andare ancora tutti a cavallo?
Franco Espen - Brescia
----------------------------------------------------------
PS - Questa lettera è stata concepita con notevoli implicazioni e notevoli riferimenti all'Amministrazione precedente, quella che governava la città nel 2008.
Penso tuttavia che in analogia potrebbe essere rivolta alla maggioranza dei comuni italiani di oggi, che avranno così modo di riflettere.