È la lumezzanese Pierangela Donati la vincitrice della sezione dialettale
di red.

L'iniziativa promossa dai giornali della Rete Bresciana: BsNews.it, CalcioBresciano.it, GardaPost.it, ValleSabbiaNews.it, con il sostegno di Cassa Rurale. Il 10 giugno, a Sal, si terranno le premiazioni degli altri autori segnalati e del vincitore assoluto


Per conoscere il vincitore assoluto e i premiati delle altre categorie bisogner aspettare la cerimonia di premiazione, fissata per il 10 giugno a Sal.
Ma ha gi un primo vincitore il concorso Brescia Fabbrica Poesia, lanciato dai quattro giornali della Rete Bresciana (BsNews.it, CalcioBresciano.it, GardaPost.it e Vallesabbianews.it) con la partnership de La Cassa Rurale - Adamello Giudicarie Valsabbia e Paganella.

Pierangela Donati, di Lumezzane, si infatti aggiudicata la sezione dedicata alla poesia dialettale. Ha lavorato come medico del lavoro in provincia di Brescia, sposata e ha due figli. Appassionata di poesia da anni, sue opere sono state gi premiate in diversi concorsi letterari (una quindicina).

La folgorazione?, spiega, Era il 2000 e mi trovavo in montagna, nella casetta di famiglia: ispirata dalla tranquillit di quei luoghi, ho provato a buttar gi qualche verso. Mio padre grad e tutto iniziato da l.
Anche la scelta dei temi e della lingua, il dialetto valgobbino, non casuale. Molte mie liriche, racconta, sono legate alla vita passata nella baita, come diciamo noi.
Per me il dialetto molto pi incisivo: se devo brontolare con i miei figli non lo faccio in Italiano.

Lultima poesia scritta da Pierangela Donati per questioni dispirazione e per questioni pi personali - risale, per, al 2021. Chiss che questo vostro riconoscimento , commenta, non possa essere di stimolo per farmi tornare a comporre: non una cosa che si decide sulla carta, comunque, la poesia viene da sola.

A lei la giuria, premiandola, ha riconosciuto capacit espressiva, immediatezza, sensibilit e concretezza, in pieno accordo con lo spirito del concorso che punta a ridare concretamente voce, energie e speranza al territorio bresciano attraverso uno dei generi espressivi pi nobili e maltrattati: la poesia.

Le premiazioni, aperte anche al pubblico, si terranno venerd 10 giugno 2022
nella prestigiosa Sala dei provveditori del Comune di Sal (che ha patrocinato liniziativa), dalle ore 18.30.
Lingresso libero nel rispetto delle normative Covid.

NOTA: La giuria era composta dai direttori dei giornali locali indipendenti di Rete Bresciana (in ordine alfabetico: BsNews.it, CalcioBresciano.it, GardaPost.it, ValleSabbiaNews.it) e da Monia Bonenti, presidente della Cassa Rurale - Adamello Giudicarie Valsabbia e Paganella (sponsor principale delliniziativa).


POESIE DI PIERANGELA DONATI

HPERANHA

Ghet mai prat a her dehprat,
quanta t ghe pi negota endoe tacat,
penha de iga tocat ol fon
e iga pi ia de hta al mon.

Ma p ho mia gna m come l htada,
go eh come ciarul en fonta a na htrada,
enturen ghira tc nigoi hcr
e de fagola hire gnam tat higr.

Go cuminciat a hintim en po pi holet,
htae mei pa h hire am malat,
ol ciarul al dentaa pi grandil젠
e homeaa che al me hcaldah a beladh.

La hperanha che penhae de iga mia
pian piano la m tignit compagnia,
lia come paha dala nt al d,
h que che ride, gnam ghe crede.

Perch la hperanha l mia vago hntur,
ma rgota che te f hinti pi higr,
nonda de calur che te ciapa h,
e la te fa igni ia che al rih am doma.


SPERANZA

Non hai mai provato a essere disperato, quando non hai pi niente dove attaccarti,
pensare di aver toccato il fondo e non avere pi voglia di stare al mondo.

Ma poi non so nemmeno io come successo, ho visto come un chiaro in fondo a una strada,
attorno cerano tutte nuvole scure e di farcela non ero ancora del tutto sicuro.

Ho cominciato a sentirmi un po pi sollevato, stavo meglio anche se ero ancora ammalato,
il piccolo chiaro diventava un po pi grande e sembrava che mi scaldasse un pochino.

La speranza che pensavo di non avere pian piano mi ha tenuto compagnia,
era come passare dalla notte al giorno, sono qui che rido, ancora non ci credo.

Perch la speranza non un vago sentore, ma qualcosa che ti fa sentire pi sicuro,
unonda di calore che ti abbraccia, e ti fa venire voglia che arrivi ancora domani.

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LARTIGIANO

Fa ergot cole t ma
l na gran hodehfasci,
tc i l de rimira.
Perch ol laor
de lartigiano
l quel de crea.
Nol co la fantasia,
nole ma la maestria.
He met en moto ol hervel
l ih che lartigiano
al crea ol h model.
Lartigiano l n artihta,
al crea cole h ma
na marauea de rivista.
Lahom perder la roba pronta,
domga la noha lempronta.
L emportan ria a capi
ol valur dela roba fada a ma
che l mia continuo ripiti
hemper quel e tt engual
ma ogni olta fa laur fenomenal.

LARTIGIANO

Fare qualcosa con le tue mani un gran soddisfazione,
tutti la dovrebbero rimirare.
Perch il lavoro dellartigiano quello di creare.
Nella testa la fantasia, nelle mani la maestria.
Si mette in moto il cervello, cos che lartigiano crea il suo modello.
Lartigiano un artista, crea con le sue mani una meraviglia da rivista.
Lasciamo perdere la roba pronta, diamo la nostra limpronta.
Eimportante riuscire a capire il valore delle cose fatte a mano,
che non un continuo ripetere, sempre quello e tutto uguale,
ma ogni volta fare qualcosa di fenomenale.

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GREGNADA

Ol bel de na gregnada
l che la fa gran be,
a chi che lha ciapada
e a te che te la de.
Pra, apena dehedat
a tira en h i aer,
te he hetere holeat,
per te e po per i oter.
na gregnada la hlarga ol cr,
la dura apena momen,
magare la calma dulur
henha portat bi nen.
Hta mia eher tacagn,
regala le t gregnade,
quanta te gare bedhgn
le turner endre endopiade.

RISATA

Il bello di una risata
che fa un gran bene
a chi lha ricevuta
e a te che la offri
Prova, appena sveglio,
a tirare le labbra verso lalto,
ti sentirai sollevato
per te e anche per gli altri.
Una risata allarga il cuore,
dura dolo un momento,
magari calma un dolore
senza portarti via niente.
Non essere avaro,
regala le tue risate,
quando ne avrai bisogno
ritorneranno raddoppiate.

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SOMMELIER

L quelom che tahta l vi,
con tacat al col hcudili
che l he ciama tastevin.

Adeh l mia pi ol cantener,
ma he dih ol sommelier
e l homeereh bel mehter.

Col h bel tirabuh,
fat de aciaio o de ut,
al dehtapa l butigli.

Prima l vi al ga de ardal,
p col nah al pl hnadal
e ala fi al ga de tahtal.

Per po dit dal h culur,
da ludur e dal haur
quala i tc i h sentur.

Ol nom gih al hareh bouquet,
po al te dih he l va be per te
e con quel che te mangere.

Al te cta h de ndo l reat,
he l na cuve o millesimat
e he le regole i ga rehpetat.

Certo he he trata de na DOCG
l mei che na DOC na IGT,
te te hperet che l hapeh bu vi.

SOMMELIER

Equelluomo che assaggia il vino, con attaccato al collo uno scodellino che si chiama tastevin.
Adesso non pi il cantiniere, ma si dice il sommelier e sembrerebbe un bel mestiere.
Col suo bel cavatappi, fatto di acciaio o di ottone, stappa il bottiglione.
Prima il vino deve guardarlo, poi col naso lo pu annusare e alla fine lo deve assaggiare.
Per poi dirti dal suo colore, dallodore e dal sapore, quali sono tutti i suoi aromi.
Il nome giusto sarebbe bouquet, poi ti dice se va bene per te e con quello che mangerai.
Ti racconta da dove arrivato, se una cuve o millesimato e se il disciplinare hanno rispettato.
Certo se si tratta di una DOCG meglio di una DOC o di una IGT, tu speri che sia un buon vino.

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LEAH DEL HUL

Gh har pahat erg, ol ca al ga apena bait.
Pde na aca idi, tanto ormai hu dehedt.

Me tro ergota hle hpale perch al fa am fret,
derve a beladhe la porta e arde hota ol tet.

Gh quac htrah che dindula
ma enturen he mf gna na foia.

Turne deter e tache ol fch perch l amo preh.
Prepare bel caf entat che le fiame le creh,

e dal momen che la hon ormai la m pahada,
denac del fch hpete che la rieh notra dhornada.

Arde fo dala fenehtra co la me chichera en ma,
e arde ol bl del cel che l ree a cambia.

Come tac hferlangoi i ngoi hcr
i he hlonga, i he dhfa e i cambia culur,

viola, hiliht, verc, arancio e adh rhit,
eco al vee ciar, la dhornada l ree a igni

e co ludur del caf che me a h ree al nah,
che bel, arde ol hul che al cumincia a leah.


ALBA (SORGERE DEL SOLE)

Sar passato qualcuno, il cane ha appena abbaiato.
Posso andare anche a vedere, tanto ormai sono sveglio.
Mi metto qualcosa sulle spalle perch fa ancora freddo
Apro piano la porta e guardo sotto il tetto.
C qualche straccio che dondola,
ma adesso intorno si muove nemmeno una foglia.
Torno dentro e accendo il fuoco perch ancora presto.
Preparo un bel caff mentre le fiamme crescono,
e dal momento che il sonno ormai passato,
davanti al fuoco aspetto che arrivi unaltra giornata.
Guardo fuori dalla finestra con la mia tazza di caff in mano,
e guardo il blu del cielo che sta per cambiare.
Come tanti sfilacci le nuvole scure
si allungano, si disfano e cambiano colore,
viola, celesti, verdi, arancio e adesso rosso chiaro,
ecco viene la luce, la giornata sta per arrivare
e con lodore del caff che mi sale lungo il naso
che bello, guardo il sole che comincia a sorgere.

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