Il futuro della filiera automotive
di Redazione

Nella Sala Beretta di Confindustria Brescia un incontro tra le principali aziende bresciane appartenenti al comparto Automotive (50 le realtà presenti) e i vertici di Anfia - Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica


Si è tenuto ieri pomeriggio – nella Sala Beretta di Confindustria Brescia – un incontro tra le principali aziende bresciane appartenenti al comparto Automotive (50 le realtà presenti) e i vertici di ANFIA – Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica.

Durante l'appuntamento – a cui hanno preso parte Franco Gussalli Beretta (Presidente Confindustria Brescia), Paolo Scudieri (Presidente ANFIA), Gianmarco Giorda (Direttore Generale ANFIA) e Filippo Schittone (Direttore Confindustria Brescia)  – sono state illustrate le principali linee di azione e di politica industriale promosse da ANFIA, con l'obiettivo di preservare e migliorare la competitività della filiera italiana dell'Automotive e di definire un piano strategico per i prossimi anni, anche alla luce della recente svolta imposta dall'Unione Europea, che si propone lo stop alla vendita di auto a benzina e diesel dal 2035.

L'auspicio emerso dall'incontro è, in particolare, quello di una regolamentazione – per l'intera filiera – che vada incontro al concetto di neutralità tecnologica, in grado di coniugare lo sviluppo e il rispetto dell'ambiente grazie a un dialogo sempre più costruttivo tra produttori e istituzioni, evitando normative calate dall'alto di difficile attuazione.

Secondo i dati del Cluster Lombardo della Mobilità, si stima che la filiera automotive bresciana coinvolga circa 250 imprese e 18.000 dipendenti, per un fatturato di 6,5 miliardi di euro, corrispondente a circa il 16% del giro d'affari annuo della manifattura provinciale.

 
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