Pesca in Val Nambrone
di Manuele Vezzoli

Tolgo le ragnatele da canna e mulinello e con l'emozione di un bambino preparo l'attrezzatura per la giornata di pesca. Con l'amico Elio si decide di esplorare la Val Nambrone



Armati di canne a mosca con ninfe e secche raggiungiamo lo spot di pesca e valutiamo il fiume; scorre impetuoso ed alterna cascate a piccole vasche non sempre facilmente raggiungili dalla coda di topo.

In principio titubanti vediamo se il pesce è in attività, e, già con i primi lanci, Elio inganna delle piccole fario che attaccano la sua sedge in pelo di cervo.

Timidamente bagno anch'io la lenza provando con una piccola ninfa con testa dorata e anche sotto il pelo dell'acqua c'è movimento.
Risaliamo in parallelo, affrontando il tratto di fiume battendo le stesse buche in simultanea, il fiume è generoso e regala molte catture seppur di piccola taglia.

Più avanti decido di provare a secca e monto l'imitazione della mosca volante (legata su amo del 18, con foam nero, piuma di gallo in parachute e indicatore arancio) e si dimostra subito vincente!

Continuano la risalita e sotto ad un ramo coricato del fiume scorgiamo la linea sinuosa di una fario in caccia; Elio si posiziona sapientemente e prova ad ingannarla con lanci misurati; dopo un paio di tentativi c'è l'attacco:
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