Gruppo Stefana, ok del Tribunale al piano di rientro
di c.f.

Il tribunale di Brescia ha accolto il piano di riequilibrio finanziario presentato dalla famiglia Ghidini. Nell’offerta rientrano l’acciaieria di Ospitaletto e laminatoio di via Brescia a Nave. Per le altre il Mise valuterà le offerte

 
Si sta delineando un doppio binario per il futuro del gruppo Stefana di Nave. Il Tribunale di Brescia ha dato il via libera al piano di riequilibrio finanziario presentato dalla Stefana nell'ambito del concordato preventivo in continuità. 
 
Il progetto riguarda l’offerta presentata dalla famiglia Ghidini, attraverso la Gip, la finanziardia di famigliafamiglia, che verserà 33 milioni per rilevare solo due dei quattro stabilimenti: acciaieria e laminatoio di Ospitaletto e laminatoio di via Brescia a Nave, che al momento occupano 339 adedetti (su 600 circa). 
 
Restano fuori dall'offerta l’impianto di via Bologna, sempre a Nave, e  quello di Montirone per i quali ci sarebbero interessi di altri acciaieri bresciani. 
 
Attraverso questo piano i lavoratori, creditori privilegiati, riceveranno il 100% di quanto loro dovuto, mentre gli altri creditori (l’azienda aveva maturato debiti per 350 milioni, 125 verso banche) potrebbero ricevere invece in media il 16%. L’assemblea dei creditore è stata fissata per il prossimo 22 settembre, e spetterà a loro valutare se accettare o meno l’offerta.
 
Questo inoltre consente al commissario Galeri di richiedere la cassa integrazione straordinaria per 12 mesi e per tutti i dipendenti.
 
Il 12 giugno è fissato un altro vertice al Mise, nel corso del quale il Ministero dovrà contattare le società siderurgiche (Alfa Acciai,  Duferco, Feralpi, Acciaierie Venete) che si sono affacciate sul mercato per rilevare gli altri due impianti rimasti esclusi dal piano.
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