Nell'Abbioccolo, sulla cresta dell'onda
di Elio Vinati

Decido di affrontare il torrente Abbioccolo a Lavenone, in Val Sabbia, una meta che mi sono prefissato da qualche tempo


Da subito si presenta selvaggio e potente nel suo incedere attraverso la  rigogliosa natura che lo circonda.
Abbandono la mia tradizionale canna da spinning di 2,40m per una da 1,80m, più maneggiabile e funzionale per gli spazi angusti e i relativi spot di pesca improvvisati tra ostacoli di ogni genere (tronchi caduti, rami, rocce e/o frane naturali).

Anche la mia "ferraglia" (rotanti, ondulanti etc..) si deve adeguare, pertanto utilizzo cucchiaini del nr.1 e 2, martin nr.4 e 6 e ondulanti del nr.5. Vista la trasparenza dell'acqua, il mulinello è imbobinato con un nylon dello 0,20mm invece del solito 0,22mm.
La scelta del colore dell'artificiale (dorato, argentato o ramato) varia a seconda della luce e della sua rifrazione.

Nelle prime battute, il torrente si rivela avido di catture, sebbene l'avvistamento di alcune trotelle mi conforta sul buono stato di salute delle acque.
Mi imbatto in uno strapiombo che mi costringe a un largo giro risalendo e passando dalla strada principale.
Da qui posso ammirare come il torrente sobbalzi tumultuoso giù in basso, incassato fra le rocce.

Incappo poi in un controllo da parte della forestale, che accerta la regolarità della mia licenza; evviva i controlli che servono a tutelare e a far rispettare le nostre acque.

Finalmente arriva la prima agognata fario dell'Abbioccolo, che ha addentato l'esca appena posatasi in acqua.
In seguito si mostra in un combattimento sontuoso che crea una piccola onda sulla cui cresta la vedo "surfare". Splendido!.

Proseguo incoraggiato e sotto la cascatella successiva, dopo due rapidi giri di mulinello, trovo la "sorella".
Dopo la fotografia di rito la rilascio e torna immediatamente a farle compagnia in queste splendide acque sulle quali tornerò...


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