Cuore atletico
di Itu

Come mai le diagnosi sulle donne sono spesso cotraddittorie e paradossali? Forse perchè ci sottoponiamo più spesso degli uomini a prevenzione?


Faccio un esame di routine, si tratta di una veloce revisione ospedaliera, l'esame prevede l'elettrocardiogramma che viene letto dal medico con perplessità: guarda stupito le mie pinguedini di mezza età e mi chiede se sono atleta.

Rimango strana di questa diagnosi contraddittoria al mio fisico, chiedo chiarimenti e fuggevolmente mormora qualcosa che riguarda battiti a misura di allenamento sport.

All'inizio quasi gongolo dell'audacia del mio cuore, poi mi viene qualche dubbio e comincio a connettere le fatiche di giornate infinite, di scale corse e affanni, di notti tormentose, di carichi infiniti di borse di libri e documenti e sporte della spesa, dell'inestinguibile senso di nullità che provoca il sentire sbagliata la mia presenza.

Un cuore messo a così dura prova non può che rispondere allenandosi senza sosta a pompare come quello di un'atleta, forse si immagina di oltrepassare limiti da traguardi di vincita.
Invece non c'è nessun premio, forse solo la condivisione di altre donne che come me si domandano perchè fare prevenzione rispetto a queste strane diagnosi: potrei  anche incorrere nell'errore di non aver curato abbastanza bene il mio corpo, se succede il peggio è perchè uso troppo le mie facoltà.

Mi toccherà di morire vivendo?
Siccome penso che questo è il comune senso delle donne auguro ad ognuna di loro la battaglia di ogni giorno, di stendere ancora panni e preparare la tavola fino a scoppiare di salute e disillusione.

Amen
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