Per qualche trota in più
di Elio Vinati

La sindrome da astinenza da salmonidi, durante il periodo di chiusura della pesca, può essere curata o nelle riserve invernali (vedi articolo "fino all'ultimo lancio"), o come ha fatto il mio amico Manuele presso i laghetti di pesca sportiva


La bassa bresciana offre molteplici opportunità e c'è solo l'imbarazzo della scelta.
Scelgo di praticare una tecnica diversa dal mio collega blogger (leggi articolo "trota lago al Cigno") meno movimentata e più rilassante: saranno i pesci a venire da me e non io ad andare a cercarli.

Infatti, dopo un intera stagione passata a scarpinare lungo fiumi e torrenti, macinando chilometri e pescando a mosca secca e spinning, oggi pesco a  "bandiera".
Questo tradizionale sistema pescante prevede l'utilizzo di una bombarda tra i 12 e i 15gr, un paracolpi, una girella tripla, "baffo" di circa un metro (a seconda della profondità media del laghetto) dello 0,16, amo nr.6-8, innescato con pastette (indispensabili per il galleggiamento dell'esca e acquistabili in vari colori e "gusti") e una o due camole.
Come segnalatore dell'abboccata, applico un simpatico e bizzarro anello alla lenza della mia canna da 4 metri (vedasi foto).

Le trote di allevamento hanno un comportamento gregario e tendono a imbrancarsi in determinate zone o anse o buche.
Pertanto, lancio in una zona che reputo propizia.
La scommessa si rivela azzardata, perchè, anche con brevi recuperi e rapidi giri di mulinello, mantenendo sempre l'esca sul fondo, la situazione non cambia.

Decido allora di spostarmi di pochi metri e...eccola!.

Una bella iridea, anche di discrete dimensioni, mi impegna in un piacevole combattimento.
Fiducioso rilancio nella medesima zona e altre divertenti catture si susseguono.

Sicuramente tornerò a far sventolare la "bandiera" ancora...


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