Gal Gölem, avanti tutta anche senza il Sebino
di val.

Mentre i partner del Sebino guardano alla Valle Camonica, i valtrumplini esplorano le aree limitrofe. Con una certezza: al prossimo bando di primavera il Gal Gölem ci sarà


Il Gal Gölem perde il sostegno del Sebino, ma guadagna nuove progettualità con altre aree limitrofe alla Valle Trompia, nel solco delle indicazioni regionali che vogliono l’impegno del gruppo di Azione Locale orientato a sostenere in modo più diretto il mondo agricolo.

L’annuncio è stato dato nei giorni scorsi nella sede della Comunità montana dal presidente Massimo Ottelli, con lui c’erano presidente e direttore del Gal Barbara Morandi e Laura Boldi: «Stiamo lavorando alla progettazione 2014-2020, immaginando di coinvolgere nuovi soggetti che ci permetteranno di presentarci al prossimo bando in condizioni paritarie con gli altri».

Le difficoltà non mancheranno.
Il prossimo bando dovrebbe distribuire sul territorio lombardo circa 65 milioni di euro, che andranno a sostenere programmazioni di valore compreso fra i 5 e gli 8 milioni di euro.
Basta fare pochi conti per rendersi conto che, a queste condizioni, non sono non potranno sorgere altri Gruppi di Azione Locale, ma non potrà esserci spazio nemmeno per tutti i 16 Gal che hanno lavorato dal 2007 al 2013.
Qualcuno rimarrà fuori, verranno premiate dunque le possibili aggregazioni (max 150 mila abitanti) e soprattutto le programmazioni ritenute più interessanti. 

Anche senza i partner del Sebino
, che stanno guardando alla Valle Camonica, il Gal Gölem intende rilanciare coinvolgendo nuovi soggetti della filiera rurale ed agricola: dagli alpeggi al Dop per i prodotti caseari, dai pescheti di Villa, Concesio e Collebeato alla produzione vinicola di Cellatica e Botticino, tanto per fare alcuni esempi.

E’ la direttrice Laura Boldi a dettare i tempi:
«Si prevede l’apertura del bando per la tarda primavera del prossimo anno, avremo 120 giorni di tempo per presentare la nostra proposta, andremo dunque all’autunno».

Della partita anche Roberto Gallizioli, rappresentate Coldiretti e membro del Cda del Gal: «Negli anni scorsi abbiamo manifestato qualche perplessità per come sono stati utilizzati i fondi, con interventi non sempre a favore dell’agricoltura di montagna. Però crediamo fortemente in questo percorso e la scommessa è che veramente al centro dell’attenzione nella futura programmazione vengano messe le aziende agricole».

In rappresentanza dei “privati” soci del Gal si è espressa Rosaria Paterlini: «Bene, diamo voce al territorio, perché lo sviluppo non si fa attorno a un tavolo».


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