La guerra di un artista nella voce di Zingaretti
di Davide Vedovelli

Un migliaio di persone per il primo appuntamento di Passi nella Neve accolgono un Luca Zignaretti emozionato e sorpreso


Un migliaio di persone sono salite domenica mattina all'alba a Costa di CasaMadre (quota 2300 mt.) per sentire la voce di Zingaretti leggere le lettere di un soldato pittore, il romano Walter Giorelli.
Sfidando le incerte condizioni atmosferiche che fino alla sera prima minacciavano pioggia, e poi è invece comparso uno splendido sole per tutta la durata della narrazione, gli spettatori sono saliti fino alla Baracca delle Fortificazioni per assistere ad un appuntamento diventato ormai punta di diamante delle iniziative estive della provincia di Brescia.
Un Luca Zingaretti emozionato e quasi stupito dell'affetto e della tenacia del pubblico quello che ieri mattina ha salutato tutti con un “seflie” fotografando lui e tutta la gente con il cellulare.
Il testo proposto è di Dario Malini, presente anche lui all'incontro, e si tratta de “Il sorriso dell'obice”. Sono alcune lettere del pittore romano trovate da Malini in un mercatino rionale.
Una narrazione di testa più che di pancia, più razionale che emotiva. La Guerra in Adamello è vista e filtrata con gli occhi di un pittore, che la vede come inevitabile ed estranea allo stesso tempo.
Non c'è la carica emotiva e tragica di un soldato semplice che l'ha combattuta al fronte, ma si intravede lo sforzo che l'artista soldato mette nel farla rimanere all'esterno, non interiorizzarla. Non viene ne esaltata ne condannata, ma semplicemente accettata. Colpisce il passo nel quale il soldato, mandato a progettare le linee di fortificazione in una villa con giardino sente la necessità e la voglia di tornare al fronte.
Siamo lontani dalle atmosfere raccontate da Lussu in “Un anno sull'altopiano”.
Luca Zingaretti ha saputo trasmettere con la giusta freddezza queste sensazioni, emozionandosi in alcuni passaggi e la voce si è fatta incerta.
Certe letture ascoltate in questi luoghi riescono a scuotere l'anima ed il cuore e farci percepire l'assurdità di questo conflitto che sentiamo tanto lontano ed impossibile da ripetersi. Non lontano guerre altrettanto assurde stanno dipingendo di sangue paesaggi altrettanto belli e maestosi in cui un domani, qualcuno, ci tornerà tornerà rievocando questi conflitti e non capendo come tanta violenza potesse trovare radici in questi luoghi.
Un plauso va anche all'organizzazione, come sempre impeccabile nel gestire queste manifestazioni. Garantire la sicurezza di mille persone che salgono in montagna non è certo impresa facile, ma la squadra capitanata da Vittorio Pedrali di esperienza ne ha da vendere e fa sembrare tutto semplice e naturale. Un grazie anche ad Alice Gussoni e tutto l'ufficio stampa per la professionalità e la disponibilità che mettono in campo.

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