Riflessione sulla scuola dallo spettacolo del 'Moretti'
di Redazione

Una lettera di un giovane universitario prende a modello il bel progetto portato avanti da alcuni studenti del liceo gardonese attorno alla tematica dei genocidi, leggendolo come esempio di una scuola che sa funzionare

 
Riportiamo qui di seguito una lettera da parte di uno studente universitario, girataci in redazione dopo essere già comparsa anche in coda al "Giornale di Brescia".
 
Si tratta di una riflessione sulla scuola, prendendo a modello il progetto/spettacolo portato avanti da alcuni ragazzi del liceo "Moretti" di Gardone Val Trompia sui genocidi di cui s'è macchiata l'umanità nel corso del Novecento.
 
Leggo del vergognoso episodio accaduto all’Istituto superiore Capirola di Leno dove, degli ancora ignoti maleducati, hanno appeso uno striscione con delle scritte negazioniste generando amarezza e indignazione nella preside, nei professori e tra gli studenti. Spinto da questo sconcertante accaduto e soprattutto dallo spettacolo a cui ho assistito mi preme fare una considerazione riguardo la scuola.

Negli ultimi tempi (e non solo) siamo posti dinanzi a molti fatti nei quali non viene messo propriamente in risalto il lato positivo della scuola. Penso a ciò che è successo a Breno, in cui in una scuola superiore sono stati arrestati sette ragazzi accusati di spaccio di stupefacenti, oppure a questo striscione, in cui la scuola è stata vittima, ma pur sempre protagonista, anche se certamente involontaria, dell’azione provocatoria di queste persone. Certo, questi episodi esistono ed è giusto che la gente ne sia informata, ma la scuola non è solo questo.

All’interno di questo ambiente così importante per l’educazione delle generazioni future vengono proposte delle iniziative meritevoli di ammirazione, che sicuramente non potranno occupare la prima pagina di un giornale, ma, a mio avviso già farne menzione è importante. Da speranza.

A tal proposito lo spettacolo svoltosi nella Sala Bazzani di piazza Vittorio Veneto a Gussago "Meditate che questo è stato. Il Novecento dei genocidi" ne è un mirabile esempio.

In poco meno di due ore i ragazzi del Liceo Moretti di Gardone Valtrompia (degli studenti, quindi) hanno passato in rassegna i genocidi compiuti dall’umanità, partendo dallo sterminio degli indiani d’America, passando per il genocidio degli Armeni in Turchia, dei Tutsi in Rwanda, dei Kulaki in Russia, della pulizia etnica realizzata nella ex Jugoslavia e infine, al termine di un percorso molto forte, sono giunti alla Shoah, allo sterminio degli ebrei, di cui hanno voluto mostrare anche il punto di vista degli oppressori.

Alla fine dello spettacolo è stato meraviglioso riflettere su come questi ragazzi, e le due professoresse che li hanno guidati (Emilia Giacomelli e Giordana Sala), evitando la banalizzazione, abbiano vissuto quest’esperienza con sensibilità e grande passione, trasmettendo poi tutto ciò al pubblico in maniera semplice e davvero molto efficace.

Quindi, da parte mia, va un sentito e doveroso grazie a questi studenti che ci hanno permesso di riflettere sul passato e di sperare nel futuro.

Francesco Rizzi universitario, 20 anni 
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