Divenire e realtà
di Alberto Cartella

L'analisi di ci che divenire, di quell'inquietudine che nasce dall'esperienza e produce coscienza ne post del giovane filosofo Alberto Cartella, pronto a rispondere ai dubbi e alle domande dei lettori appassionati di filosofia

 
È sufficiente che le nostre argomentazioni rispondano al criterio della non contraddittorietà? Riguardo alla possibilità, è sufficiente riferirsi alla possibilità logica?
 
In questo concetto ciò che importa è che non ci sia contraddizione, la quale è una condizione logica necessaria, ma tutt’altro che sufficiente a costruire la realtà del concetto, cioè la possibilità di un oggetto quale viene pensato mediante il concetto.
 
L'oggetto è l'entità che è una potenzialità di essere un componente del sentimento. Colui che sente è l'unità emergente dai propri sentimenti, e i sentimenti sono i dettagli del processo mediatore fra questa unità e i suoi numerosi dati. I dati sono le potenzialità del sentimento; cioè sono oggetti.
 
La coscienza presuppone l'esperienza, e non l'esperienza la coscienza. L'esperienza è la costituzione formale dell'entità reale. Il cambiamento è la descrizione delle avventure degli oggetti eterni nell'universo in trasformazione delle cose reali. L'essenza reale indica dove l'entità è, cioè la sua situazione nel mondo reale; l'essenza astratta omette la particolarità della sua situazione.
 
La continuità riguarda quello che è potenziale, mentre la realtà è incurabilmente atomica. La potenzialità effettiva è la realtà di ciò che è potenziale, componente effettivo di ciò che è reale.
 
Appartiene alla natura di un "essere" di essere una potenzialità di ogni "divenire". Questo è il principio della relatività. Non si può astrarre l’universo da nessuna entità reale o non reale, in modo da considerare quell’entità in completo isolamento.
 
Ogni qualvolta pensiamo a qualche cosa noi chiediamo: che cosa fa qui? In un certo senso ogni entità pervade il mondo intero. Il mondo reale è un processo e il processo è il divenire di entità reali. Il processo è l'eliminazione dell'indeterminatezza del sentimento dall'unità di esperienza soggettiva.
 
Il divenire non è l’andare e venire delle cose dal nulla, ma è un incremento creativo della novità. Il divenire è l’inquietudine.
 
Una entità reale non può essere descritta, nemmeno inadeguatamente, per mezzo di universali; perché altre entità reali entrano nella descrizione di una qualsiasi entità reale. Ogni cosiddetto universale è particolare, nel senso che è proprio quello che è, diverso da ogni altra cosa; ed ogni cosiddetto particolare è universale, nel senso che entra nella costituzione di altre entità.
 
Se per la teoria dell’articolo c’è qualche domanda da porre sono aperto a rispondere, essendo questo un blog.
 
Queste considerazioni sono state rese possibili anche dal guadagno di pensiero che ho ricevuto da processo e realtà del filosofo e matematico Alfred North Whitehead.
 
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