Morto in acciaieria: continuano le indagini
di Erregi
Si era spento dopo dieci lunghi giorni di agonia il 57enne Matteo Canta, coinvolto nel tragico incidente dello scorso 8 maggio alle Acciaierie Venete di Sarezzo durante il quale era precipitato nell'acqua bollente di una vasca di raffreddamento, riportando le gravi ustioni che poi lo avrebbero ucciso
Nuovi sviluppi per la tragica vicenda che vede protagoniste le Acciaierie Venete di Sarezzo , teatro dell'incidente che costò la vita all'operaio 57enne Matteo Canta. Avveniva lo scorso 8 maggio, ma le circostanze cono ancora da chiarire: di certo c'è solo che l'uomo, precipitato in una vasca di raffreddamento con acqua bollente, riportava gravissime ustioni su tutto il corpo che, una decina di giorni dopo, avrebbero segnato la sua fine.
La Procura di Brescia, nei giorni scorsi, ha compiuto però un ulteriore passo, avanzando al Gip la richiesta di incidente probatorio: una serie di accertamenti sul luogo dell'incidente che aggiungeranno informazioni in questa fase di indagini preliminari.
La famiglia della vittima, nel frattempo, si è avvalsa della consulenza dell’avvocato Andrea Piccoli e, in caso di rinvio a giudizio, non è ancora chiaro se i familiari decideranno di costituirsi parte civile contro le Acciaierie Venete.
Ad avvalorare la richiesta di incidente probatorio, poi, vi sono anche altri incidenti, sebbene meno tragici, che hanno avuto ancora le Acciaierie Venete come protagoniste: il 16 giugno scorso un operaio si era ferito cadendo nella buca delle siviere, mentre il 9 settembre scorso, un 28enne era rimasto intrappolato con il piede in ingranaggi che gli avevano procurato ingenti lesioni.
Andare a fondo della questione sicurezza è quindi un imperativo.