In giro per l'Italia con Radiobici
di Andrea Alesci

Si concluderà il 28 luglio a Milano il lungo giro a pedali che il team di Radiobici ha iniziato lo scorso marzo sempre dalla città meneghina, sospinti dall'idea del giornalista originario della Valgobbia Maurizio Guagnetti con il supporto del gardonese Bruno Salvinelli

 
Nascono d'improvviso e poi si mettono in strada, le intuizioni. Come quella che nel 2012 ebbe il 35enne Maurizio Guagnetti, triumplino di nascita, milanese d'adozione, giornalista per Radio 105, Radio Montecarlo e Virgin Radio.
 
Nacque così "Radiobici", un'innovativa idea mossa con l'animo del cronista e i muscoli del pedalatore in un giro antiorario lungo le strade della penisola, partendo e ritornando nella capitale meneghina.
 
Un tandem multimediale per restituire storie, luoghi, crisi, speranze e progetti della gente d'Italia, macinando chilometri a quella velocità ch'è ideale compromesso tra uomo e macchina.
 
Così si è mosso l'anno scorso il team di "Radiobici". Così s'è ripetuto dallo scorso marzo in lungo e in largo attraverso lo stivale Maurizio Guagnetti, contando anche sull'appoggio del gardonese Bruno Salvinelli, del piacentino Davide Bombini e del pugliese Ezio Antonacci: il primo alla guida, microfono alla mano, intervistando oltre 150 ospiti; gi altri alternandosi nella fase di "produzione e redazione a pedali".
 
Poi, tutto online su radiobici.it e corriere.it, più il collegamento con i 105 Friends di Rosario Pellecchia e Tony Severo. Una seconda annata che volge alla conclusione milanese il prossimo 28 luglio, non prima però di passare da Brescia (26 luglio) e mostrare un progetto che qui ci hanno raccontato Maurizio Guagnetti e Bruno Salvinelli. 
 
 
Che cosa vi ha spinto a muovervi lungo le strade italiane?
La bicicletta è uno strumento per abbattere le barriere dei territori che raccontiamo, e allo stesso tempo è la prima risposta: spostarsi in modo sostenibile è il primo passo per cambiare strada. 
 
La voglia di viaggiare per raccontare un paese che cerca strade d'uscita dalla crisi, ma spesso si ritrova davanti soltanto brutte notizie. Da qui parte il nostro impegno a raccogliere good news, interrogare e dare spazio alle risposte di chi soffre la crisi, di chi tiene duro e di chi, nonostante tutto, investe ancora risorse e tempo per trovare soluzioni sostenibili. 
 
 
A che cosa tende il progetto Radiobici? Quali i possibili scenari futuri?
Più che del futuro ci preoccupiamo del presente. Delle cose che ogni giorno dobbiamo fare per continuare il viaggio col sorriso e la curiosità del primo giorno, nonostante la stanchezza per i 2.600 chilometri percorsi in quattro mesi di viaggio continuo, sempre in movimento e senza mezzi di appoggio esterno.
 
Per ora Radiobici vuole essere un grande viaggio e insieme il suo racconto, alla ricerca della sostenibilità sociale e ambientale. Come tutti i viaggi, porta a nuove scoperte e assaggi continui di umanità che, inevitabilmente, spostano l'attenzione dai traguardi da raggiungere agli incontri che ci aspettano ancora da condividere sulla strada. L'orizzonte è continuare a viaggiare.
 
 
Qual è il messaggio di fondo che portate in giro?
Il messaggio è che si possono spostare cose, persone e anche idee. Anche le informazioni possono viaggiare in modo sostenibile e, perché no, in bicicletta. Per questo il nostro motto è "storie sensibili dell'Italia che pedala".
 
Cerchiamo queste storie da raccontare per mettere in rete chi rema nella stessa direzione, cioè migliorare per tutti la qualità della vita più che la quantità del reddito, ricercando e ricreando armonia tra uomo e natura.
 
 
Il materiale raccolto diventerà un documentario?
Per ora non abbiamo pensato a un lungometraggio: realizziamo video lunghi dai 2 ai 12 minuti e visibili su radiobici.it o sulla pagina facebook Radiobici.
 
Quest'anno però uno dei nostri cortometraggi è stato selezionato per il Festival Ambiente della Regione Sicilia. Il corto attraversa, in prospettiva Radiobici, gli incantevoli ed estremi territori dell'arcipelago delle isole Eolie: un percorso in bicicletta che si snoda tra Lipari, Stromboli e l'indimenticabile Vulcano, dando spazio ai racconti delle comunità locali che li abitano. 
 
 
Che cosa può imparare la Valtrompia da Radiobici?
Non abbiamo la pretesa di insegnare a nessuno, al massimo possiamo far emergere qualche contraddizione e stimolare la diffusione di soluzioni innovative (in particolare sulla mobilità sostenibile) attraverso una testimonianza in presa diretta e un'attenzione costante a diritti e doveri di tutti.
 
La pista ciclabile del Mella, che parte da Flero e arriva (pur con qualche intoppo) fino a Marcheno è un'opera importante che può e deve essere ulteriormente valorizzata. I recenti lavori a Villa Carcina rappresentano un passo avanti in questa direzione, anche se rimane ancora tantissimo da fare per rendere sostenibile la mobilità sulla Sp 345. Magari qualcosa che costi meno e sia più vicino al concetto di sostenibilità rispetto al sogno del metrobus fino a Inzino.
 
 
"Ecosostenibile" è una parolaccia moderna o un percorso laterale per muoversi? Quali possono essere le vie percorribili dall'Italia e dalla Valtrompia?
Ecosostenibile è l'unica via che possiamo permetterci! A costo della nostra stessa sopravvivenza. La sostenibilità è la strada sulla quale dobbiamo pedalare tutti, nessuno escluso. Per uscire dalla crisi economica e sociale, valorizzando le opportunità che offre un paradigma centrato sulla qualità della vita.
 
Abbiamo vissuto entrambi per anni tra Valtrompia, Valgobbia e Brescia, ed è innegabile che spesso in quest'area, così densamente antropomorfizzata, uno sviluppo irresponsabile ha spesso stravolto, rovinato e gravemente inquinato il territorio.
 
Non è mai troppo tardi per tornare a occuparci della tutela e valorizzazione del nostro territorio, che rimane la risorsa primaria su cui investire. Noi continuiamo a pedalare per questo.
 
 
Come detto il viaggio 2013 di Radiobici si concluderà domenica 28 luglio a Milano, ma venerdì 26 sarà la volta della tappa bresciana con appuntamento alle ore 18 in piazza Tebaldo Brusato. Nei prossimi giorni i dettagli dell'evento cittadino.
 
 
Nelle foto, dall'alto in basso: il team di Radiobici sul traguardo della Maratona dles Dolomites lo scorso 30 giugno; con il presidente della Valle d'Aosta Augusto Rollandin; attraversando Torino; il tandem triumplino con Maurizio Guagnetti e Bruno Salvinelli.