Moto Club Gardone: binomio possibile tra enduro e legalità
di Erregi

Si è sollevato un polverone sul passaggio delle moto da enduro e cross lungo i sentieri comunali. A invitare le parti alla moderazione è il club gardonese, da sempre impegnato in una campagna di civilizzazione dell'enduro

 
Una piccola “lotta” a colpi di articoli di giornale, quella che vede schierati gli amministratori di Villa Carcina da un lato e gli appassionati di motocross e enduro dall’altra.
 
Tutto comincia con la promessa dell’amministrazione di stringere la sorveglianza su certi sentieri, danneggiati dal passaggio “selvaggio” e scriteriato dei motociclisti.
 
C’è una minoranza di piloti che, effettivamente, si infuria, se la prende con assessori e sindaco e non ne vuole sapere di dialogare, ma fortunatamente anche il buonsenso e la moderazione a volte possono prevalere.
 
È il caso del Moto Club Gardone che fa sentire la propria vicinanza all’amministrazione: la montagna è di tutti e tutti devono rispettarla, questo il messaggio lanciato, sottolineando, però, che generalizzare è sempre sbagliato.
 
L’associazione sportiva gardonese, infatti, è da sempre impegnata anche grazie a numerosi contatti con la Federazione Motociclistica Italiana, nel portate avanti una campagna di civilizzazione dell’enduro e di chi lo pratica, anche attraverso l’invito a circolare sempre con le targhe e sempre tenendo a mente che la montagna non è un circuito riservato, ma è frequentata da altre persone.
 
Un confronto pacato e civile tra le due parti non è impensabile, almeno fintantoché ci saranno persone disposte a comprendere anche il punto di vista dell’altro e, in definitiva, ad accettare tutte le restrizioni che la legge impone.
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