Un convegno per far luce sulla depurazione in Valtrompia
di Andrea Alesci

Domenica Villa Glisenti ha ospitato il dibattito promosso dal "Comitato per la tutela di Gobbia e Mella" sullo stato di salute dei fiumi triumplini con interventi dei tecnici Arpa, di Marco Zemello (Aato) e di Diego Toscani di Asvt attorno a un depuratore che potrà divenire realtà

 
Una lunga e intensa giornata ha portato domenica nella sala conferenze di Villa Glisenti studenti, amministratori, tecnici e cittadini per un dibattito intorno alla salute ambientale dei corsi d'acqua triumplini.
 
Un convegno cominciato alle ore 14 con l'intervento dei ragazzi del "Primo Levi" per esporre il progetto che per due anni li ha visto impegnati nella conoscenza approfondita del fiume Mella e del territorio circostante.
 
Una manifestazione a cura del "Comitato per la tutela e la valorizzazione dei fiumi Mella e Gobbia", che a metà pomeriggio ha accolto i tecnici dell'Arpa Eleonora Gozio e Sergio Resola per fare il punto della situazione sullo stato di salute proprio di Gobbia e Mella.
 
"Attualmente - hanno spiegato i due tecnici Arpa - la qualità dell'acqua si attesta ancora su livelli critici, ma i margini di ripresa per una depurazione naturale ci sono, purché si proceda a una sistemazione oculata degli argini, lasciando che il fiume si assesti da sé, e ovviamente all'avvio di sistemi di depurazione che la legge imporrebbe come obbligatori per i comuni italiani dal 1970.
 
Una direzione che va seguita completando il collettamento fognario su tutto il territorio della Valtrompia e il seguente allaccio a un depuratore. Due azioni che giocoforza devono accompagnarsi allo sviluppo di una coscienza civile che riduca a zero gli sversamenti nei fiumi, operazioni che di fatto renderebbero vani gli sforzi per la depurazione".
 
Un argomento che tocca ancor più da vicino quei cittadini che abitano lungo le sponde di Mella e Gobbia, con quest'ultimo biecamente colpito con regolarità da sversamenti non più ammissibili.
 
"Proprio per monitorare le condizioni del Gobbia - spiega Sergio Resola dell'Arpa - abbiamo installato le note centraline che, sfruttando la conducibilità elettrica, rilevano la presenza di sostanza chimiche e ad ogni picco di concentrazione emettono un segnale di allarme, che immediatamente giriamo a polizia locale di Lumezzane e Guardie ecologiche volontarie della Comunità montana per un pronto intervento sul campo.
 
Certo, non è immediato risalire ai colpevoli degli sversamenti, ma siamo ben contenti di dire che il 'lavoro' delle centraline ci ha consentito di compilare già cinque segnalazioni di reato complete di nominativi e due contro ignoti, che l'autorità giudiziaria sta valutando per riuscire ad elidere un po' alla volta il fenomeno degli sversamenti illeciti".
 
Un problema di coscienza civile da ricostruire che deve per forza diventare effettiva, accompagnandosi così al grosso progetto di depurazione per la Valtrompia, sul quale ormai l'intesa di tutti i sindaci e delle autorità competenti è concreta realtà.
 
La decisione concorde delle amministrazioni, di Aato (rappresentato al convegno da Marco Zemello) e Asvt è quella di un unico depuratore da realizzare interrato in località Dosso Boscone a Concesio, dato che allo stato delle cose la popolazione triumplina che gode di acque depurate è il 3,25%, sostanzialmente in Alta Valle grazie ad alcuni piccoli impianti biologici.
 
"Nel corso dello studio di fattibilità - spiega il presidente di Asvt, Diego Toscani - avevamo individuato in Valtrompia 19 aree potenzialmente adatte ad accogliere uno o più impianti di depurazione, poi insieme ai sindaci abbiamo individuto nell'unico depuratore la miglior soluzione, anche se la soluzione in ipogeo richiederà un grosso investimento che si potrà sostenere con una parte della tariffa pagata dai cittadini per il servizio idrico integrato".
 
Si tratta di una quota che viene redistribuita a livello di comparto, quindi su tutti i cittadini della provincia di Brescia a seconda delle priorità del territorio. Una priorità che da tempo andava messa in cima alla lista in Valtrompia, dove ora sembra si sia giunti a una svolta definitiva.
 
"A giugno faremo gli ultimi incontri per definire il progetto - aggiunge Diego Toscani -, che dovrebbe arrivare alla sua forma definitiva entro dicembre. Quindi, l'impianto potrebbe essere funzionante entro cinque anni depurando il 50% dei reflui; nel frattempo proseguirebbe il necessario lavoro di collettamento su tutto il territorio valligiano, arrivando al massimo entro dieci anni da adesso ad avere un impianto completo e in grado depurare il 100% delle acque triumpline".
 
Una decisione che porterebbe finalmente alla Valtrompia una di quelle due opere (l'altra è l'autostrada) che indecorosamente da troppo tempo aleggiano soltanto come parole nell'aria.
 
 
Nelle foto, dall'alto in basso: due scorci di Villa Glisenti domenica pomeriggio; il fiume Mella all'altezza di una chiusa a Inzino; un tratto di Mella a San Vigilio di Concesio.
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