A Bovezzo la storia dimenticata degli «Italianesi»
di Rosa Casari

Sabato 20 aprile alle 20.30 l'auditorium di Bovezzo accoglie uno spettacolo di impegno civile inserito nella rassegna "Proposta": in scena Saverio La Ruina racconta di mogli e figli di italiani vissuti confinati in Albania, rientrati in Italia ma mai considerati cittadini come gli altri

 
Prosegue con un altro appuntamento la rassegna "Proposta" di Treatro terrediconfine, che sabato 20 aprile (ore 20.30) arriva all'auditorium di via Paolo VI a Bovezzo con "Italianesi".
 
Uno spettacolo messo in scena da Saverio La Ruina della compagnia teatrale "Scena Verticale", già premiato con due premi Ubu e un Premio Hystrio alla Drammmaturgia.
 
Un lavoro nel quale La Ruina racconta magistralmente una storia imperdibile, quella di una tragedia inaudita, rimossa dai libri di storia: alla fine della seconda guerra mondiale, migliaia di soldati e civili italiani rimangono intrappolati in Albania con l’avvento del regime dittatoriale, costretti a vivere in un clima di terrore e oggetto di periodiche e violente persecuzioni.
 
Con l’accusa di attività sovversiva ai danni del regime la maggior parte viene condannata e poi rimpatriata in Italia. Donne e bambini vengono trattenuti e internati in campi di prigionia per la sola colpa di essere mogli e figli di italiani. Vivono in alloggi circondati da filo spinato, controllati dalla polizia segreta del regime, sottoposti a interrogatori, appelli quotidiani, lavori forzati e torture. In quei campi di prigionia rimangono quarant’anni, dimenticati.
 
Il protagonista della storia vi nasce nel 1951 e vive quarant’anni nel mito del padre e dell’Italia che raggiunge nel 1991 a seguito della caduta del regime. Riconosciuti come profughi dallo Stato italiano, arrivano nel Belpaese in 365, convinti di essere accolti come eroi, ma paradossalmente condannati a essere italiani in Albania e albanesi in Italia.
 
"Nello spettacolo - dicono gli organizzatori di Treatro terrediconfine -, ispirato a storie vere, Saverio La Ruina conduce passo passo lo spettatore dentro l’anima di un personaggio, come forse solo Eduardo o pochi altri hanno saputo fare. Vederlo in scena non è solo un’emozione, non solo fa commuovere, ma fa nascere tra il pubblico la sensazione di trovarsi di fronte a un modo di fare teatro del tutto necessario".
 
Appuntamento sabato 20 aprile alle ore 20.30 presso l'auditorium di Bovezzo (via Paolo VI, 4). Ingresso 5 euro.
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