A Gardone quasi in 1.000 contro la moschea
di Erregi

In quattro giorni la Lega Nord ha raccolto settecento firme contro l'apertura della moschea nell'area industriale della ex Bernardelli e a Gardone si respirano sia soddisfazione che preoccupazione


Settecento adesioni raccolte nei quattro giorni di festa della Lega e altre 200  attraverso la “campagna” portata avanti casa per casa a Gardone, ma l’obiettivo del Carroccio è quello di superare le 1.000 unità ed evitare che una zona artigianale, come quella della ex Bernardelli, venga trasformata in centro culturale e religioso.
 
Alla base della polemica e della petizione, infatti, c’è la convinzione, da parte dei leghisti, che la maggioranza non possa semplicemente cambiare la destinazione d’uso dei locali acquistati dal Centro Culturale “Al Humma” e che si debba, invece inserire l’area nel Piano dei Servizi con la denominazione di luogo di culto.
 
Agendo diversamente, a loro dire, l’amministrazione dimostrerebbe di riservare un trattamento preferenziale alla popolazione islamica che, nel frattempo, continua a ritrovarsi negli angusti spazi del condominio San Marco, che ospita sia le sale per gli adulti che la scuola coranica per i bambini.
 
E questo getta altra benzina sugli animi già infuocati della Lega, che mette in guardia sulle condizioni di sicurezza del San Marco, che sembrano destinate a sfociare in una situazione simile a quelle della moschea di San Carlo, chiusa proprio per motivi igienico-sanitari e di sicurezza.
 
Proprio da qui, inoltre, parte un attacco alla maggioranza: secondo il Carroccio, dopo mesi di segnalazioni da parte di leghisti sulle condizioni inaccettabili in cui versava la moschea di San Carlo, la sua chiusura è giunto solo dopo che un membro dell’amministrazione aveva preso casa in zona.
 
Ma a quest’ultimo attacco, il primo cittadino Michele Gussago risponde a tono: "Non ci si può confrontare con una minoranza che si comporta così, senza proporre soluzioni ai problemi e anzi attaccando sul personale”. Ed è ancora il sindaco a sottolineare che, tutta questa verve è nata proprio in corrispondenza dell’avvicinarsi della scadenza elettorale della sua maggioranza.
 
E che dice la popolazione? Quasi 1000 persone si dicono d’accordo con la Lega, ma moltissimi altri sono più che convinti che, se quel centro culturale non fosse islamico, tutti questi problemi non verrebbero sollevati. C’è però da dire che il Carroccio, con la raccolta firme, ha dato un mezzo di espressione democratico alla popolazione, coinvolgendola in dibattiti sul tema che la maggioranza non può ignorare.