La sensibilitĂ 
di Itu

Sempre la gioia e il dolore passano dapprima attraverso i sensi, poi per attraversare la vita ci vuole un pň di coraggio.

 
Ho letto l’ultimo romanzo di Massimo Gramellini “Fai bei sogni”, ho bisogno in questo tempo di mescolare i miei dolori a chi mi offre la sponda per vederli.
Il romanzo tratta il distacco feroce subito in prima persona dallo scrittore, una sorta di autoterapia per rivedere tutto il percorso di un lutto subito nell'infanzia  per la mamma che in una notte di capodanno muore.
Insieme a tutti i perché che si affacciano sulla sua vita sono rimasta folgorata da una fugace visione, tutte quelle persone, nel caso dello scrittore donne incontrate dall’adolescenza in poi, che hanno potuto giocare la carta della sensibilità per nascondere il proprio egoismo, la commozione fugace per il dramma del piccolo e il ritardo nel collocare la persona adulta che non sa trovar perdono.
Perché nelle definizioni c’è sempre un significato e la sensibilità è proprio quell’energia che passa attraverso i sensi, mi risulta quindi una tempesta che riguarda l' umanità ma che non permea nel nostro spirituale.
Finchè affidiamo i nostri dolori alla sensibilità altrui per poterli sopportare rimandiamo all’infinito il tempo del perdono e la responsabilità dei fatti che accadono, nella gioia e nel dolore.
C’è una dimensione tutta speciale che riguarda la vita cosciente, quella che passa attraverso i sensi e quella che si lancia nel progetto universale che chiede solitudine nel saper perdonare e andare oltre.
 
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