Le «GenerAzioni» straniere
di Andrea Alesci

E' partito il progetto biennale finanziato in parte da Fondazione Cariplo e che coinvolge tre istituti della Valle (Gardone, Sarezzo, Lumezzane), pi Collegamento territoriale intercultura e cooperativa "Il mosaico"

 
Con l’incontro formativo “Modelli educativi e intercultura” rivolto tenutosi giovedì 6 ottobre all’istituto “Primo Levi” di Sarezzo e rivolto a insegnanti e operatori socio-educativi della Valtrompia è partito ufficialmente il progetto “GenerAzioni”, avviato dopo che il ministero della Pubblica istruzione ha riconosciuto la Valle del Mella come “area a forte processo migratorio” (17% della popolazione scolastica 2010 costituita da alunni stranieri).
 
“Il progetto – spiega Valter Tanghetti della cooperativa sociale ‘Il mosaico’ – è nato dalla collaborazione in rete fra gli istituti superiori ‘C. Beretta’ di Gardone (ente capofila), ‘P. Levi’ di Sarezzo, ‘F. Moretti’ e ‘V. Bachelet’ di Lumezzane (sede del Collegamento territoriale intercultura di Valle), la nostra cooperativa oltre a Fondazione Cariplo e Comunità montana. Un progetto di grossa portata (costo complessivo 100mila euro, di cui 60mila finanziati da Cariplo) che durerà due anni, coinvolgendo gli istituti valligiani in due macro aree di lavoro: lo sviluppo di una proficua relazione scuola-famiglia e una serie di percorsi educativi di cittadinanza attiva e globale”.
 
Negli istituti coinvolti la percentuale di studenti stranieri si attesta attorno al 14%, con ben 20 nazionalità presenti, portando con sé pluralità, ricchezza e complessità che vanno gestite. Le finalità del progetto, coerenti con quelle indicate dal bando della Fondazione Cariplo “Promuovere percorsi di integrazione interculturale tra scuola e territorio” mirano a promuovere la socializzazione dei ragazzi a scuola e nel tempo extra-scolastico, favorire lo sviluppo di relazioni tra studenti italiani e stranieri e tra le loro famiglie, stimolare esperienze di cittadinanza attiva.
 
Spalmato sugli anni 2011/2012 e 2012/2013, “GenerAzioni” si articola in sei azioni che seguono alcune prassi operative e valorizzano figure professionali presenti nella scuola e nel territorio, come quella del mediatore linguistico-culturale.
 
“La mediazione – spiega Enrica Coccoli, referente del Cti (Centro territoriale intercultura, ndr) – servirà a rendere autorevole e riconosciuta la voce della scuola nei confronti di genitori di studenti stranieri, che spesso non vogliono essere coinvolti nella vita scolastica dei figli. Con questo progetto potremo disporre di 200 ore di mediazione, avendo l’opportunità di iniziare a rendere saldo un rapporto fra scuola e famiglie di questi ragazzi di una prima generazione che sta cambiando la nostra società”.
 
Oltre al supporto del mediatore, verranno attivati un servizio di counseling interculturale e altre quattro azioni. “Importante – spiega la professoressa Maria D’Abrosca, referente per il ‘Primo Levi’ di Sarezzo – sarà la formazione in rete rivolta a insegnanti e operatori sociali sui diversi modelli educativi delle persone provenienti da Paesi stranieri; poi l’attivazione di alcuni percorsi guidati, fra cui le visite alla mostra itinerante per le varie scuole ‘Ritorno a Timbuctù’, i laboratori interculturali per ragazzi e adulti, gruppi di parola e confronto. Creeremo un gruppo ‘multiculturale’ di ragazzi che possano svoglere il ruolo di ‘facilitatori culturali’ rispetto alle iniziative scolastiche e del territorio; infine, faremo partire un percorso socio-educativo dall’apprendimento dello sport e delle regole del cricket”.
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